La scelta di un fornitore IT

Riporto la ristrutturazione di un articolo scritto per la mia società PlaneCom s.r.l. del 25/08/2004.


Abstract:
Sintomi: Non vi siete mai chiesti come ridurre le probabilità di insuccesso dei progetti IT?
Diagnosi: Le probabilità di insuccesso aumentano con l’aumentare della complessità dei progetti e con il diminuire della conoscenza interna all’azienda delle tematiche che si vanno ad affrontare.
Soluzione: La mia vocazione formativa e consulenziale mi pone alla vostra attenzione non solo come fonitore di servizi, ma anche e soprattutto come solution provider. Il documento presenta un approfondimento sul mio modo di prendermi cura delle vostre informazioni.

Citazione:

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”

Seneca


Body:
Recentemente ci siamo posti un problema fondamentale relativo alla deregolamentazione del nostro settore. Il problema può essere semplicemente posto in questi termini: come fare a scegliere un fornitore, o meglio, come fare a valutare una fornitura nel mondo dell’Information Technology?

Il problema non è di poco conto; basti pensare ad alcuni aspetti che possono essere oggetto di valutazione, insiti in una soluzione IT:

  • Come è possibile per un cliente che non conosce approfonditamente le tecnologie disponibili sul mercato, apprezzare o valutare le scelte tecniche o tecnologiche operate dal fornitore di soluzioni?
  • Come è possibile per un cliente epurare, dalle informazioni che gli pervengono attraverso gli strumenti commerciali come riviste, siti internet, televisione e mass media in generale, le informazioni che non sono attinenti alla soluzione cercata?
  • Chi può valutare l’attendibilità di affermazioni acclamate dagli operatori commerciali del settore?
  • Quali organi di tutela posseggono una conoscenza sufficientemente approfondita per poter garantire la rispondenza di una soluzione alle aspettative?
  • Come è possibile ed in base a quale metro possono essere confrontate le soluzioni di diversi fornitori?
  • Come capire se una verticalizzazione di un prodotto fornisce i servizi richiesti oppure se è necessaria una soluzione customizzata? Come e dove ricercare una eventuale verticalizzazione?
  • Soprattutto: visti i punti precedenti, come è possibile fare una valutazione costii/benefici dell’adozione di una soluzione?

I punti precedenti emergono da una considerazione a cui il tipo di prodotto “erogazione di servizi IT” porta, che possono essere riassunti in una matrice, nella quale vengono posizionati i prodotti presenti sul mercato IT che possono essere realizzati sia in serie che customizzati.

Con conoscenza di prodotto, si intende il know-how necessario per poterlo produrre. Più è elevata la conoscenza di prodotto, in inor numero sono i fornitori di tale prodotto.
Con maturità del mercato, si intende la dimensione di mercato in grado di apprezzare le caratteristiche del prodotto.
Tali grandezze si intendono valutate in maniera relativa al settore IT, per cui si intende che il SW gestionale ad esempio, è più maturo di un sistema di System Integration come il Single Sign On, piuttosto che un’applicazione CRM ha una conoscenza di prodotto superiore ad un sito web.

Per fornire qualche esempio di prodotto IT posizionato nei vari quadranti della matrice, ne indico alcuni:

  1. Software gestionale: il SW gestionale è presente sul mercato da ormai molti anni e la conoscenza delle caratteristiche di un tale prodotto da parte del mercato si basa anche sulle conoscenze di amministrazione dell’azienda che preesistevano alle soluzioni informatiche in tal senso.
  2. Sito web: il sito web inteso come vetrina di presentazione dei propri prodotti e/o servizi, informazioni varie, contatti etc. ha una conoscenza di prodotto relativamente bassa; la rete offre inoltre notevoli capacità di confronto, dato che il contenuto del servizio è essenzialmente di natura estetica
  3. Uso di semplici sistemi promozionali sul Web e Web marketing base: l’iscrizione ai motori di ricerca ai directory pubblici, la ricerca di informazioni strategiche in rete su clienti e/o fornitori, stanno per diventare maturi, ma a volte, paradossalmente, costituiscono ancora un passo successivo alla costruzione di un proprio sito web.
  4. Uso di sistemi integrati di GroupWare: i SW come i sistemi di posta elettronica, i CRM, i SW di supporto al project management, sono ancora dedicati a pochi, ma spesso contengono le conoscenze utili a guadagnare un vantaggio competitivo.

In base al posizionamento dei servizi IT nella matrice si evincono le seguenti considrazioni:

  1. forbici qualità/prezzo di differenti ampiezze: ampie nei quadranti 4 e 3, più ridotte in 1 e 2. Le differenze di prezzo non comprensibili o apparentemente ingiustificate, possono indicare l’insufficiente capacità di effettuare un’oggettiva valutazione del servizio > PERDITA DELLA CAPACITA’ DI VALUTARE L’OFFERTA
  2. numero di progetti falliti: elevato nei quadranti 4 e 3; minore in 1 e 2 > RISCHIO ELEVATO
  3. ritorno sull’investimento nei progetti virtuosi: elevato in 1 e 4; minore in 2 e 3. Il motivo di questo comportamento sta nella quantità di know-how presente nel prodotto; tipicamente i prodotti/servizi ad elevata conoscenza di prodotto, tendono a risolvere problemi più complessi e quindi a fornire i maggiori vantaggi > MAGGIORE RITORNO SULL’INVESTIMENTO
  4. aumento dei costi infrastrutturali non direttamente attribuibili al progetto per i progetti nei quadranti 1 e 4, spesso non necessario in 2 e 3. Questo punto indica una spinta verso la maturità del sistema informativo che spesso non è bene ignorare > NECESSITA’ DI ADEGUAMENTO INFRASTRUTTURALE

Le contromisure che possono essere poste per migliorare le probabilità di successo in merito ai punti visti sopra possono essere rispettivamente:

  1. Aderenza agli standard di prodotto e di processo nello sviluppo delle soluzioni; produzione di analisi tecniche dettagliate e comprensibili; elevato supporto nella fase iniziale del progetto; competenza tecnica comprovata da fonti e/o progetti di riferimento attendibili
  2. Studio dei design pattern e dei relativi antipattern, i quali costituiscono una fonte di conoscenza quando il mercato è ancora immaturo; analisi del rischio; studio di fattibilità accurato
  3. Spingere verso l’integrazione; se possibile non adottare soluzioni tampone perchè poco costose, ma piuttosto completare progetti più piccoli, ma scalabili e integrati nel sistema infomativo presente
  4. Abbattimento dei costi infrastrutturali con l’uso di SW Open Source a elevate prestazioni e basso costo di licenza

Tradizione vs. Innovazione

Riporto la ristrutturazione di un articolo scritto per la mia società PlaneCom s.r.l. del 13/01/2005.


Abstract:
Quando conviene adottare una nuova tecnologia?
L’adozione di una nuova tecnologia ha sempre dei pro e dei contro.
Mentre i fattori favorevoli al passaggio sono sempre ben reclamizzati, gli scotti da pagare sono a volte sottaciuti.
Questo atteggiamento genera spesso paura e diffidenza, per vari motivi..

 

Citazione:

“Il vero sbaglio è non correggersi dopo aver commesso l’errore.”

Autore sconosciuto


Body:

Nel mondo dell’IT, come in altri settori in cui l’attività di ricerca di nuove tecnologie è molto spinta, si presentano con frequenza le possibilità di implementare soluzioni innovative.

Possiamo distinguere vari casi in cui queste situazioni si possono presentare:

 

  • Soluzioni innovative rispetto a tecnologie già in uso:
    • Passaggi di versione di SW già adottati
    • Soluzioni di produttori competitor
  • Soluzioni tecnologiche innovative:
    • Adozione di nuove tecnologie
    • Espansione di tecnologie esistenti con nuove fuznionalità

 

 

Distinguiamo i fattori di rischio correlati all’adozione di nuove tecnologie rispetto ai due macrogruppi di innovazioni viste sopra:

Fattori di rischio delle soluzioni innovative rispetto a tecnologie già in uso:

 

  • Costi di migrazione: passando da una soluzione già in uso ad una nuova soluzione, ci si trova ad affrontare il problema della migrazione. La migrazione di dati, impostazioni, personalizzazioni non sempre è possibile ed è in ogni caso un costo. Tale costo non è sempre sotto il pieno controllo.
  • Nuova formazione per gli utenti abituati al precedente sistema: gli utenti del vecchio sistema sono abituati a lavorare con quello. Il nuovo sistema può introdurre nuovi costi diretti di formazione ed indiretti di perdita di efficienza degli utenti.
  • Nuova formazione per gli amministratori del sistema: come per gli utenti finali, anche per gli amministratori di sistema, si può riscontrare una necessità di formazione ed una possibile perdita di efficienza, la quale si può tradurre in tempi di indisponibilità del servizio più alti che con la vecchia soluzione.
  • Utilità delle nuove features: non sempre si conosce a priori quale sarà l’utilità (il beneficio economico) delle nuove features della soluzione adottata.
  • Perdita di features: a volte si possono perdere features che avevano un impatto positivo sul risultato dell’adozione della souzione precedente.
  • Perdita di informazioni: le nuove soluzioni adottate possono non trattare informazioni che le soluzioni precedenti adottavano. Non sempre il livello di controllo sulla “rinunciabilità” a queste informazioni è sufficiente.
  • Reimplementazione delle personalizzazioni: spesso una soluzione matura è affiancata da una certa quantità di persoanlizzazioni che l’azienda ha sviluppato. Si può non conoscere a priori quale sia il costo della migrazione o della reimplementazione di tali persoanlizzazioni.
  • Influenza sulle policy interne: una soluzione già adottata può aver influito in passato sulle policy di utilizzo delle risorse legate al servzio. Va tenuto sotto controllo il rischio correlato alle diverse impostazioni di sicurezza, di protezione delle informazioni e di uso delle risorse di rete.
  • Performance: la nuova soluzione può avere costi indiretti dovuti all’inadeguatezza dei vecchi sistemi ospitanti rispetto alle performance richieste per avere un servizio accettabile.

 

 

Fattori di rischio delle soluzioni tecnologiche innovative:

 

  • Formazione per gli utenti: Il nuovo sistema può introdurre nuovi costi diretti di formazione. Quando gli utenti usano la nuova tecnologia non svolgono le attività precedentemente svolte.
  • Formazione per gli amministratori del sistema: come per gli utenti finali, anche per gli amministratori di sistema, si può riscontrare una necessità di formazione ed una possibile perdita di efficienza. L’indisponibilità di un nuovo servizio è meno grave dell’indisponibilità di un servizio consolidato.
  • Utilità della nuova soluzione: non sempre si conosce a priori quale sarà l’utilità (il beneficio economico) delle nuove features della soluzione adottata.
  • Influenza sulle policy interne: va tenuto sotto controllo il rischio correlato alle diverse impostazioni di sicurezza, di protezione delle informazioni e di uso delle risorse di rete della nuova soluzione.
  • Performance: la nuova soluzione può avere costi indiretti dovuti all’inadeguatezza dei vecchi sistemi ospitanti rispetto alle performance richieste per avere un servizio accettabile.
  • Overcost: la soluzione che prima non c’era introduce nuovi costi che, anch’essi, prima non c’erano.

 

 

Quello che si può notare è che è più rischioso affrontare un passaggio da una vecchia ad una nuova soluzione per un servizio già in essere che non creare un nuovo servizio.

Ma a cosa si rinuncia se non si affronta il passaggio?

L’innovazione è il più importante vantaggio competitivo per vari motivi

 

  • Diminuisce i costi: un processo veramente innovativo abbatte i costi legati alla realizzazione di un servizio funzionale alla fornitura del servizio finale, consentendo di fornire il prodotto ad un minor prezzo con gli stessi margini.
  • Migliora la qualità del prodotto/servizio fornito: gli strumenti di controllo innovativi consentono una capacità di elevazione della qualità del prodotto o del servizio fornito a parità di prezzo sul mercato
  • Customer satisfaction: la soddisfazione del cliente è destinata ad aumentare se l’efficienza dell’azienda è incrementata dalle nuove tecnologie, alimentate dalle richieste dirette del cliente.

 

 

Va inoltre tenuto presente che in settori poco competitivi si fa meno sentire la necessità di innovazione, anche se conviene pensare a guadagnare vantaggi competitivi quando se ne ha la possibilità economica anzichè quando un concorrente mette in difficoltà l’azienda e ci possono essere meno risorse da investire.

Alcuni casi:

Enterprise OO vs. Sviluppo tradizionale

Lo sviluppo tradizionale in linguaggi come VisualBasic o Delphi per le applicazioni desktop e ASP o PHP per le web applications, consente l’uso di strumenti rapidi per lo sviluppo di applicazioni semplici; viene meno all’aumentare dei requisiti di distribuzione, scalabilità, versatilità, modularizzazione.
Lo sviluppo in Java, ad esempio, impone al progetto una strutturazione più elevata, introducendo un overhead di attività che si assorbe rapidamente al crescere della complessità del progetto.
Lo sviluppo in Java, come anche quello sulla piattaforma .NET, è innovativo rispetto allo sviluppo tradizionale ed impone una strutturazione del processo di produzione del SW che fa dei nostri prodotti e dei nostri servizi, strumenti ad elevata contenuto qualitativo, che possono essere le basi di partenza per un processo di innovazione tecnologica del SW di ampio respiro.

Commercial vs. OpenSource

Il mondo OpenSource produce una grande quantità di idee, molto spesso veramente innovative, ma altrettanto spesso poco consolidate.
I termini che valutiamo nei SW OpenSource che adottiamo o che proponiamo ai nostri clienti sono: la maturità del progetto, la reperibilità di risorse di docuemntazione, la capillarità di adozione delle soluzioni considerate. Quando questi fattori sono molto positivi, allora possiamo pensare al SW OpenSource come competitor dei SW commerciali e possiamo proporvelo come risultato di un’attenta ricerca (lunga ormai alcuni anni) dai risultati incontestabili.
Per lo sviluppo di applicazioni web ad esempio adottiamo server OpenSource come Apache Jakarta Tomcat o JBoss, piuttosto che server commericiali come IBM WebSphere. Per i motori relazionali adottiamo MySQL o PostgreSQL come SQL Server o Oracle.
In sostanza siamo in grado di proporvi VERAMENTE una libera scelta di alternativa al SW commerciale.

Conclusioni:

Qual è allora il modo e il momento giusto per affrontare un processo di innovazione?
Il momento giusto è APPENA POSSIBILE: quando ci si rende conto di avere la possibilità di migliorare la propria attività, è meglio rivolgersi ad un consulente che può fornire le informazioni corrette per valutare le scelte di innovazione.
Il modo giusto è CON LA MAGGIORE CONOSCENZA DISPONIBILE: la conoscenza del mercato IT, dei prodotti, delle alternative è la base fondamentale per poter adottare una scelta corretta. Non siete costretti a studiare cose che non riguardano il vostro core business per costruirvi questa conoscenza; OGGI POTETE ACQUISTARLA. Vi posso aiutare ad operare le scelte più idonee alla vostra situazione.
NON RINUNCIATE MAI a chiedere un preventivo in più per risolvere il vostro problema.

E’ l’organizzazione ad imporre le regole IT oppure l’informatica suggerisce nuovi approcci all’organizzazione aziendale?

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Image by MelvinSchlubman via Flickr

Riporto la ristrutturazione di un articolo scritto per la mia società PlaneCom s.r.l. del 22/09/2005.


Abstract:
L’EDP non è sempre percepito come un ruolo strategico per l’organizzazione, ma in effetti lo è!!
L’informatica è quella componente organizzativa trasversale che offre sul mercato l’esperienza positiva o negativa fatta dalle organizzazioni, di successo e non.
Il Software è un pezzo di know-how… disponibile sul mercato!

Citazione:
“Gli uomini costruiscono troppi muri e troppo pochi ponti.”

Sconosciuto


Body:
Capita spesso di trovarsi di fronte a questo enigma: quanto è corretta l’impostazione organizzativa in essere in un’azienda rispetto alla visione di un nuovo attore che ne viene a far parte?.

Con maggiore frequenza capita di porsi questa domanda nelle organizzazioni di piccole dimensioni, ma a volte capita anche nelle organizzazioni più estese.

Per fare un esempio potremmo considerare il caso dell’azienda manifatturiera di proprietà famigliare, il cui titolare si ritira per “sopraggiunto limite di età” o semplicemente perchè si vuole godere un meritato riposo. A chi lasciare allora lo scettro? Chi dovrà prendere le decisioni?

La scelta più comune è quella di lasciare le redini dell’attività nelle mani della famiglia trasmettendo la proprietà in linea genealogica.

In questo caso l’erede rappresenta un docile passaggio organizzativo perchè è sempre vissuto in famiglia. Egli ha tendenze innovatrici, dovute agli studi o all’età, che spesso nemmeno piacciono al “fondatore” il quale esercita comunque una certa influenza conservatrice. Pian piano introduce le sue idee in un passaggio graduale che spesso lo lascia arretrato rispetto alla concorrenza.

Ma cosa succede se il titolare coinvolge un manager proveniente dall’esterno della “vita famigliare-aziendale”?

Il manager, che si porta il suo bagaglio di conoscenze, avrà una visione probabilmente diversa e proverà a sollevare delle critiche rispetto agli aspetti organizzativi che gli paiono le maggiori cause di inefficienza. Irruento, ma investito di autorità, egli intraprende una strada di rapida innovazione.

Da questo esempio si evince che l’elemento nuovo nell’organizzazione solleva problemi che scavano fin nel più profondo passato.

Alla stessa stregua si pone un nuovo sistema informatico. Come un elemento nuovo concepito e pensato all’esterno dell’organizzazione, che serve per aiutare a prendere delle decisioni. Nei casi qualitativamente eccellenti, i criteri di progettazione dei sistemi informatici, pongono ai primi posti la capacità di generalizzazione dei problemi, insieme alla vastità dei problemi risolvibili e alla efficienza con cui vengono risolti.

Il sistema informatico pacchettizzato o la soluzione verticale o più in generale il software, ha quindi un suo know-how intrinseco.

L’acquirente del sistema però, cerca un sistema che funzioni secondo il know-how già presente in azienda e qui nasce il conflitto.Dallo scontro nasce la necessità delle celeberrime personalizzazioni su cui spesso non si svolge un’analisi critica rispetto alle motivazioni organizzative che portano ad introdurle.

Il conflitto spesso porta infine al fallimento del progetto, con insoddisfazione sia del committente che del fornitore.

Il consulente informatico, nella sua accezione più corretta, si pone come elemento mediatore rispetto a questo conflitto aiutando l’azienda a riflettere sull’adozione dei sistemi informatici e del personale che se ne deve occupare con vari strumenti:

  • Software evaluation: visione in demo di vari strumenti e valutazione di come l’introduzione del sistema proietterebbe sull’organizzazione nuovi rami di sviluppo. Un buon consulente per un nuovo sistema non può “portare il cappellino” di una software corporation, altrimenti potrà fornire solo una visione parziale. Il consulente aiuta l’EDP a scegliere un software che risolva un problema, non a scegliere un prodotto nella gamma di una corporation.
  • Prototipazione: il consulente informatico “non marchiato” ha gli strumenti per poter predisporre prototipi o modelli di simulazione di sistemi complessi che hanno il pregio di ridurre la complessità dei problemi studiati e di aumentare la prevedibilità dei risultati.
  • Outsourcing: la scelta delle risorse umane che si occuperanno dell’evoluzione e della manutenzione di un sistema informatico, non può essere un aspetto secondario. L’outsourcing è quell’opzione che consente all’azienda di introdurre in modo graduale delle competenze specifiche nel proprio organico senza rinunciare all’elevata efficienza.
  • Formazione specifica: senza una formazione specifica è difficile prendere delle decisioni efficaci riguardo la soluzione di un problema.
  • Comprensione delle tecnologie disponibili: anche un sistema customizzato può fornire una corretta risposta alle necessità di un’azienda. Ma per sviluppare un software custom bisogna conoscere il potenziale che la tecnologia ha in un dato momento storico.
  • Capacità di previsione: il consulente informatico fa della conduzione di progetti informatici il suo business e quindi conosce i processi che lo governano; in particolare conosce i tempi e i costi con cui è possibile affrontare un progetto e può consentire all’azienda di confrontarli con i benefici attesi.