Tempo di crisi: risparmiare deve voler dire spendere meglio

Tempo di crisi e recessione…

In uno scenario di crisi globale come quello attuale, la strada che i principali attori indicano punta in una sola direzione: l’innovazione.

L’innovazione oggi, passa inevitabilmente per il concetto di rete e quindi di Information and Communication Technology: l’ICT.

L’ICT non è mai stata una scienza semplice e alla portata del comune appassionato; l’hobbista, informatico amatoriale, il programmatore cosiddetto “cantinaro”, lo smanettone  o quell’hacker presente nell’immaginario collettivo e così frequentemente rappresentato dalla filmografia degli ultimi tre decenni, che viola sistemi militari, che guadagna milioni scrivendo codice che ruba gli arrotondamenti dei movimenti finanziari, che legge il codice macchina verde a vista e vede un mondo che gli altri non vedono, o non esiste o non è in grado di risolvere i problemi che l’era attuale ci pone. Eppure solo 20, 15 o anche 10 anni fa lo sarebbe potuto essere, ma allora ad essere semplici erano i problemi delle organizzazioni, che erano solo all’inizio della strada dell’informatizzazione.

Oggi l’ICT di cui sempre più le organizzazioni anche di dimensioni medie o piccole o addirittura individuali hanno bisogno è complessa, non è più “tutta” semplice.

Semplice oggi è l’uso dei nuovi dispositivi mobile. Sempre più semplice diventa man mano l’uso di applicazioni di Office Automation. Semplice oggi è usare la posta, acquistare su internet, fare un sito web, pubblicare una video gallery.

Ciò che è complesso è individuare i processi organizzativi che possono beneficiare dell’informatizzazione, calcolarne il costo, valutarne la possibilità di innovazione, trovare i mattoni per costruire un progetto che la porti a compimento ed, infine, realizzare tale progetto con successo. Questo è complesso.

La statistica sui successi e sui fallimenti dei progetti informatici ci insegna che i progetti informatici possono anche fallire; anzi ci insegna che non è così raro che falliscano. E i motivi per cui i progetti falliscono sono ricorrenti. Purtroppo non siamo in grado di imparare da una storia che corre troppo veloce.

New research from CA, conducted by independent research company Loudhouse of 100 IT Directors across the UK and Ireland, reveals that poor visibility of IT project status and a lack of management control over them is costing the UK over a quarter of a billion pounds each year.

Quello che spesso viene a mancare nei progetti informatici non banali, è la capacità di gestirne la complessità, la conoscenza dei complessi temi tecnologici alla base delle soluzioni informatiche, l’inesperienza o la scarsa conoscenza da parte dei livelli direzionali sui temi più avanzati dell’ICT.

Oggi, in condizioni di stagnazione o recessione globale,  si può ad esempio misurare in maniera diretta che la riduzione dei budget destinati ai progetti informatici, aumentano la probabilità di fallimento, rendendo così vano l’impegno stesso del budget.

Se vogliamo fare un esempio utilizzando il classico parallelo tra l’edilizia e l’informatica, possiamo notare che nell’edilizia non è concepibile pensare di affrontare una costruzione senza averne fatto prima la progettazione, l’analisi ambientale, le verifiche legali eccetera. Nell’informatica invece è ancora una pratica diffusa. Nell’edilizia non si pensa che vi sia una sorta di muratore-geometra-ingegnere-architetto così “smart” che sia in grado di realizzare uno stupendo edificio; ci vogliono strumenti, conoscenze, materiali. Nell’informatica invece resiste ancora  l’idea del “programma fai da te”, della soluzione casereccia, del factotum che risolve ogni problema, dalla cartuccia della stampante alla conduzione di un progetto informatico, dalla sicurezza perimetrale al problema con gli allegati della posta, dall’ideazione di un capitolato di acquisto alla scelta delle immagini coordinate per l’azienda.

Questo volantino, ad esempio, sintetizza molto bene il concetto.

Solo un professionista aggiornato ed esperto può aiutare a governare i complessi processi che guidano la realizzazione di un progetto ICT.

I professionisti di elevato profilo non sono in grande numero e tipicamente prestano la loro opera per grandi aziende o per società specializzate nella consulenza ICT.

In questo modo chi ha bisogno di acquisire beni IT, si trova nella situazione di dover far fare l’analisi e la programmazione insieme all’offerta al fornitore e di conseguenza dovrà affidare ad esso anche la gestione del progetto: questa non è evidentemente una situazione ideale, ma oggi sul mercato c’è poca scelta dalla parte dell’offerta e poca cultura dalla parte della domanda.

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