Questa tendenza ha lunghe radici ormai; scrivevo qualcosa di attinente su https://acolleoni.wordpress.com/2006/01/16/trusted-computing/ in proposito già nel 2006 e oggi non sono stupito. Per Apple il modello “chiuso” ha funzionato; sembra ormai certo che un certo share di mercato non abbia tanta voglia di pensare, ma usi quello che gli viene dato, soprattutto se è un confortante strumento di conformazione a scelte prese dal altri (un modo prolisso di dire “alla moda”). Tutto sommato mi sembra che avere qualcosa di cui lamentarsi e di cui non si ha colpa è un atteggiamento un po’ da gregge, ma molto diffuso anche nella cosiddetta “classe dirigente”.

Andrea Chiarelli

Windows StoreIl prossimo 26 ottobre sarà la data ufficiale del rilascio di Windows 8. Una nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo con nuove funzionalità, nuove tecnologie e nuove problematiche di compatibilità con le applicazioni esistenti. Insomma, apparentemente nulla di… nuovo.
In realtà qualcosa di nuovo rispetto al passato c’è, non tanto in termini tecnici, quanto commerciali. Ora c’è Windows Store, il marketplace per la distribuzione di software per il neonato sistema operativo. Ormai uno store ce l’hanno tutti: ce l’ha Apple, ce l’ha Google, ce l’ha Canonical. Non poteva mancare Microsoft.

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