Eliminare il calcio

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English: Country : Italy Region : Lombardy Province : Bergamo (BG) Français : Pays : Italie Région : Lombardie Province : Bergame (Photo credit: Wikipedia)

Stasera tornavo da una bella festa di compleanno in stile sudamericano… Bella festa.

Percorrevamo tranquilli le vie del centro di Bergamo, quando due o tre moto della Polizia Municipale a sirene spiegate ci hanno fatto spaventare… Si sono piazzate in mezzo all’incrocio del piazzale della Malpensata e hanno bloccato il traffico in tutte le direzioni.

I bambini si chiedevano un po’ spaventati cosa fosse successo. Anche io ed Elena siamo rimasti un po’ in allerta.

Il primo pensiero che ho fatto è stato che stesse passando qualche personalità con la scorta. Poi ho pensato: “No chi rischia la vita per lavorare non ha una scorta così imponente. Di solito sta in una sola auto blindata con il lampeggiante… Un portavalori ha un’auto davanti e una dietro… è qualcosa di più IMPORTANTE….”.

Poi tre auto della polizia che precedevano un autobus dell’ATB… e dietro altre auto della polizia e altre moto della polizia municipale. Non so quante in tutto; non le ho contate…

Sul pullman quelli IMPORTANTI: un gruppetto di bellicosi, bevuti, con sguardi feroci verso gli automobilisti di questa città nemica, che osano incrociare il loro IMPORTANTE percorso verso la imminente IMPORTANTE battaglia. Saranno stati una cinquantina. Non ho idea se ogni 50 idioti ci debbano essere 20 o 30 lavoratori forzati, pagati anche da me con straordinari domenicali a far da scorta…

Mi son fermato a pensare al perché ero lì fermo davanti al semaforo verde… E mi sono letteralmente cadute le palle.

Ma perché dobbiamo ancora andare avanti a sostenere questo assurdo, inutile e falso baraccone del calcio professionistico?

Tutti impazziscono per vedere 22 strapagati atleti, che di sportivo non hanno più nulla. Ma che roba è?

Uno sport dove vince chi paga di più, chi imbroglia di più, chi frega l’arbitro, chi si droga di più senza farsi beccare, chi corrompe arbitri, giudici, federazione, medici… Non è uno sport: ciò che è rimasto del calcio è uguale a ciò che è rimasto della politica, dello spettacolo e di tutti gli altri aspetti “popolari” di questo paese stordito e cioè la faziosità, la voglia di esser migliori senza far fatica, di prevaricare, il campanilismo senza ragione, senza obiettività, senza logica, senza giustizia, senza passione e senza cuore.

Uno sport che insegna ai bambini che l’arbitro è il nemico da imbrogliare, che se ti toccano in area ti devi buttare giù. Che l’avversario è il nemico a cui spaccare le gambe, però senza farsi vedere perché sei ti fai beccare sei un coglione. Che insegna ai ragazzi che devono diventare dei campioni. Che provoca frequentissime risse tra i genitori sugli spalti delle partite di ogni paese.

Uno sport dove non si metterà la prova televisiva altrimenti si smetterebbe di litigare e se ne andrebbe tutto il divertimento; dove non si metterà mai il tempo effettivo, altrimenti non si potrà più fare la divertentissima e sportivissima melina.

Questo fantastico sport che ci da una scusa per tirar fuori il peggio di noi, per urlare, bestemmiare, per star male o per sentirsi migliori degli altri a seconda del risultato (finto) e litigare il lunedì, per sfottersi il giovedì dopo la coppa, per fare il tifo contro in Europa, in Giappone, al mondiale!! Troppo una figata!! Lo sport più bello del mondo!!

Atalanta B.C.
Atalanta B.C. (Photo credit: Wikipedia)

Mi ricordo che seguivo “A tempo di sport” di Gigi Garanzini su Radio24… Mi piaceva Garanzini, ma ogni tanto se ne usciva con cose tipo che in un’ora bisognava parlare solo di Inter, Milan, e Juventus, perché le altre, obiettivamente non servivano a nulla. Perché interessarsi che ne sò… dell’Atalanta? L’Atalanta è uno riempitivo; serve a far riposare la Juve tra la partita dell’Inter e quella del Milan. Poi qualcuno si azzardava a dire che eravamo campioni del mondo di qualche altro sport, che è ancora uno sport… E lui diceva, che “Sì, bello… Ma chi se ne importa…”.

Ascolto sempre Radio24, ma dalle 14.00 alle 15.00 cambio canale… Anche oggi che c’è Carlo Genta… Non ce la faccio.

Ma anche il calcio violento è nella nostra cultura e ci ha fatto divertire: Eccezziunale…… veramente!, L’allenatore nel pallone, Il tifoso, l’arbitro e il calciatore solo per fare qualche esempio… Nella commedia all’italiana anni ’70 la rissa allo stadio era argomento da ridere; ci ho riso anch’io sul Derby Roma – Lazio di  Pippo Franco.

Lo scontro verbale, lo sfottò, le recriminazioni storiche, le accuse secolari… Sono il sale di questa baracconata. Ma qualcuno poi non si ferma… Qualcuno non si trattiene.. E mena. E quando qualcuno mena, ogni tanto ci scappa che qualcuno si fa male… Divertente no? E’ questo il sale… È questo lo sport…

Ma qualcuno si è mai preso la briga di contare i MORTI del calcio? I MORTI cazzo… mica quelli che han perso la partita.

Guardate qui:

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Forex Money for Exchange in Currency Bank (Photo credit: epSos.de)

E in più, per tutto questo, io pago…

Pago la polizia per fermarmi al verde, altrimenti questi stupidi senza cervello distruggono la mia città, che poi dovrei ripagare ancora io. Quegli stupidi senza cervello e senza ideali, che vivono della favoletta che lo show business ogni anno crea a tavolino per loro.

Pago la pubblicità enorme che questo stolido mondo riesce a muovere per pagare in modo assurdo, smisurato e iniquo persone senza alcuna qualità che sia minimamente utile per l’umanità. 22 inutili mutandoni che in una domenica sono pagati come 22.000 utili ricercatori in un anno.

E più pago e meno vedo! Non vedo più lo sport vero! 100 canali di calcio ogni uno con tutti gli altri sport…. Tutti criptati così bisogna pagare, visto che l’ingaggio dei mutandoni è così oneroso.

Ma perché i vari presidenti, i vari Moratti, Galliani, De Laurentiis non se li giocano a PES i soldi che buttano nel cesso e non smettono di farli pagare a noi e di romperci le palle? Ma perché nessuno si oppone a questa palese assurdità?

Perché Berlusconi ha vinto in passato? E oggi?

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi (Photo credit: rogimmi)

Perché Berlusconi ha vinto in passato?

E perché oggi ripresentandosi, guadagna consensi?

Non entro nel merito della condivisibilità del pensiero espresso dal signor B., e nemmeno sul fatto se egli sia, sia stato o sarà un bugiardo più o meno cronico.

Berlusconi è un uomo mediatico; re dei media italiani (quelli tradizionali per lo più). E il quarto potere è un rischio per la democrazia, visto che la democrazia è oggi ridotta per lo più alla mera ricerca del consenso elettorale più che al governo.

Ma a mio avviso questo non un difetto dei media, ma è un difetto della democrazia.

Anche qualcun’altro pensa che la democrazia sia “difettosa” e debba essere corretta e propone un meccanismo antidemocratico; una legge sul conflitto di interessi.

Da Wikipedia:

Si verifica un conflitto di interessi quando viene affidata un’alta responsabilità decisionale ad un soggetto che abbia interessi personali o professionali in conflitto con l’imparzialità richiesta da tale responsabilità, che può venire meno visti i propri interessi in causa.

Diciamo per esempio che è un conflitto di interessi il fatto che Paola Concia si occupi delle istanze dei gay, dato che è gay. Oppure che Mario Monti, non dovrebbe esprimersi in materia di università e ricerca. O che Roberto Maroni non dovrebbe occuparsi del nord, visto che viene dal nord. Ma queste cose non danno davvero fastidio finché non hanno un grande consenso. Quello che non piace al sistema costituito del politico Berlusconi, non è quello che fa, ma il consenso che ha.

Quindi, perché le sue idee sono così popolari, a parte il fatto che è un potente uomo mediatico? Perché le sue idee sono semplici, dirette, e si rivolgono ad istinti più primitivi; in una parola sono popolari. Berlusconi parla quasi esclusivamente di potere, figa e soldi: quali concetti esistono più basilari di così!?! D’altro canto l’antiberlusconismo si basa sugli altrettanto basilari concetti di invidia, pettegolezzo e rabbia.

Il governo di un paese invece è un tema davvero complesso, ma su cui, in democrazia, la popolazione è chiamata ad esprimersi. Ma la popolazione è per lo più impreparata e nell’impreparazione e, nella generale ignoranza, asseconda le idee più semplici da capire. Beppe Grillo è diventato un nuovo maestro in questo: affronta il Berlusca su un altro media, ma con lo stesso metodo. Fa sembrare semplice la ricerca farmaceutica, il problema dell’energia nucleare, l’amministrazione pubblica, i problemi etici, la religione e via andando. Dà spiegazioni semplici e popolari a temi complessi, omettendo ad arte quelle complessità che dividerebbero chi le capisce e annoierebbero chi non le comprende. Insomma cerca il consenso fine a se stesso. Fa qualcosa di molto simili alla demagogia.

I pensieri più semplici, quelli che vanno alla pancia, sono più uniformi. Attorno ad essi è più semplice costruire grandi consensi.

I pensieri più complessi invece sono più diversificati, più articolati. Meno potenziali elettori li capiscono e, anche nel caso che vengano ben compresi da pochi cittadini, quei pochi si potrebbero dividere e appoggiare posizioni diverse. Dal punto di vista elettorale è catastrofico. Dal punto di vista elettorale è molto meglio un popolo ignorante. Solo che il popolo ignorante è alla mercé dei bravi imbonitori. E allora quando arriva davvero il bravo imbonitore, il sistema si rivolta cercando di escluderlo.

Un sistema più saggio sarebbe quello che si protegge da populisti e demagoghi; che mitiga l’ignoranza investendo nell’istruzione e premiando il merito; che mitiga il ruolo del consenso elettorale con l’istituzione di una sorta camera dei meritevoli anziché un inutile doppione com’è oggi il senato (i senatori dovrebbero essere i saggi anziani, contrapposti ai giovani deputati). In pratica non è la democrazia che conosciamo oggi. Né la nostra, né quella degli altri; quella degli U.S.A. per esempio, dove se il popolo sovrano decidesse democraticamente di conquistare il mondo (e non c’è dubbio sull’elevato grado di democraticità delle elezioni U.S.A.), forse proverebbero davvero a conquistarlo.

Libertà, democrazia e uguaglianza non sono per forza sinonimo di giustizia.

Il prezzo della benzina

Benzina, Petrolio
Benzina, Petrolio (Photo credit: rogimmi)

Ogni tanto faccio caso alle differenze nel prezzo che i distributori praticano sul carburante.

Nei casi di maggiore differenza, cioè nella stessa giornata la differenza tra il prezzo più alto che ho visto e il prezzo più basso, non ha mai superato il 15 centesimi. 15 centesimi sono già un bel po’…

Però poi pensavo a quanto vale in percentuale questo sconto; butto lì un prezzo medio e tondo tanto per far due conti prendendolo da qui: 1,800 €/lt arrotondati per la senza piombo. Tra l’altro, piccolo inciso, sulla strada trovo molte più differenze di quelle visibili sul sito citato.

Allora tornando ai conti 15 centesimi (cioè 0,15 €) su 1,8 € fa poco più dell 8,3%.

Un rifornimento di 40 litri potrebbe il costo tra due estremi: 40 * 1,8 = 72 € e 40 * 1,65 = 66 €. Un po’ di differenza c’è. Ben 6 €.

Ma guardiamo un po’ i consumi… Prendo dei dati, un ‘auto a caso, sempre per fare i conti.

Prendo la Punto Easy 1.2 e i dati di consumo dal sito Fiat dicono:

Consumo Combinato (l/100Km):5.4
Consumo Extraurbano (l/100Km):4.4
Consumo Urbano (l/100Km): 7.2

Quindi tra urbano ed extraurbano  c’è una differenza di 7,2 – 4,4 = 2,8 lt./100 km. Rispetto al consumo combinato 2,8 lt./100 Km sono un bel 51%.

Cioè in altre parole col pieno faremmo 555 km col ciclo urbano e 909 km con l’extraurbano.

Insomma lo stile di guida incide più di cinque volte (6,1 volte per maggior precisione) di più che il prezzo della benzina sulle nostre tasche. Come se i 6€ visti analizzando le differenze alla pompa, diventassero più di 30€!! O come se trovassimo la benzina a 2,4 €/lt!!

Visto che lo stile di guida incide anche sulla nostra sicurezza che invece addirittura non ha prezzo, forse è davvero il caso di riflettere.

E se guidassimo tutti un po’ più piano!?!?

Il vantaggio di essere italiani

Italiano: Collage di quattro foto su pittori i...

I miei figli stanno giocando allegramente sul sito di Baby TV, un’emittente satellitare per bambini.

Il sito è tutto in inglese, scritte, dialoghi e suoni.  Si potrebbe pensare che essere italiani possa essere uno svantaggio quando tutto il mondo dell’informazione parla soprattutto inglese, ma io la penso nella maniera esattamente opposta.

I bambini imparano velocemente e mi chiedono cosa significhi questo e quello; tra qualche anno saranno in grado di leggere, ascoltare e comprendere la maggior parte delle informazioni presenti su libri, siti internet, musica contemporanea. Penso che saranno anche capaci di esprimersi con disinvoltura.

Italiano: Collage di quattro foto su scenziati...

Ma non perderanno il privilegio di leggere la nostra letteratura, capire la musica lirica e avere accesso a quel patrimonio che è la nostra cultura, la nostra scienza. Vivere circondati da secoli di storia rappresentati ovunque.

Gli anglofoni sono “viziati” da questa impostazione del mondo dell’informazione e non si rendono nemmeno conto di cosa “si perdono”; pensano di avere il vantaggio di disporre di informazioni più facilmente, ma con tutta probabilità i nostri bambini ne disporranno con la stessa facilità. Certo, magari i nostri figlio non “vivranno” in America o nel Regno Unito, quindi non saranno permeati della cultura anglo sassone, ma in qualche posto bisogna pur mettere radici a discapito di tutti gli altri, e la bilancia del peso della cultura, mi sembra che penda verso il nostro vantaggio.