Sabato mattina

La sveglia non suona. Al sabato è disattivata. Faccio un po’ più tardi, al calduccio, abbracciato ai miei bimbetti.

Non troppo però… Da fuori, il sole filtra tra le griglie e traccia linee abbacinanti sul bianco delle pareti della stanza buia.

È quasi finito gennaio e fuori fa freddo; lunedì il meteo prevede neve. Nel giardino ci sono ancora un po’ di foglie cadute, da spostare prima che nevichi, quindi forza!

Sei vecchie scarpe per tre paia di freddi piedi: 43, 31, 28. A ciascuno sciarpa e cappello; scopa o rastrello? Respiriamo un’aria frizzante, fresca con un filo di brezza; non c’è nessun profumo in particolare, ma il mondo fuori ha un buon odore. Era qualche giorno che pioveva e ci toccava stare chiusi in casa.

La notte appena finita aveva un cielo nero, come la pece. Una miriade di stelle, senza aloni; erano spenti anche i lampioni!

Fatto un bel mucchio, rientriamo in casa. La nostra gatta persiana aspetta un po’ di coccole e qualche minuto di giochi.La vista è bella stamattina: il verde un po’ brunito della vegetazione invernale, il profilo delle montagne incappucciate di fresco e lo stacco netto con il cielo blu.

E adesso a me è venuta voglia di spaghetti al sugo… semplici semplici. Ho voglia di sentire il profumo del pomodoro appena versato nell’olio caldo.

In cucina!

E finisce la mattina…

Una buona notizia

EsselungaOgni tanto, in mezzo a tante preoccupazioni, succede qualcosa di piacevolmente sorprendente…

Stamattina ero all’Esselunga di Stezzano col mio Massimo; ero un po’ sulla luna coi pensieri e cercavo di godermi un po’ il mio gioiellino, così ci siamo presi io un caffè e lui un succo alla pera.

Ci siamo alzati e siamo andati a comprare le poche cose dimenticate nella spesa di ieri: acqua, pane, e il basilico fresco per fare il pesto.

Ho incontrato il mio vecchio amico Fabio e abbiamo fatto una breve, ma piacevole chiacchierata e poi ci siamo messi in fila alla cassa; la numero 15, proprio di fronte alla cassa centrale.

Qui mi squilla il telefono: rispondo. “Qui è l’Esselunga di Stezzano… Ehm… Abbiamo trovato un borsello con il portafoglio e l’abbiamo qui all’assistenza clienti”. Oddio! Ma come ho fatto a dimenticarmi il borsello?!? L’ho sempre addosso ed era almeno mezz’ora che giravo senza!

Guardo là e vedo una signorina al telefono. Le dico: “Sono qui alla cassa 15!” e lei si gira e mi vede. Le dico che vado a prenderlo. Mi chiede un documento, glielo mostro ed è tutto ok. Il mio numero di telefono l’ha trovato grazie alla Fidaty: l’unica cosa che la signorina ha osato cercare nel mio borsello.

Un po’ sconvolto, torno in coda alla cassa e controllo: c’è tutto, proprio tutto! Dovrebbe essere normale che ci sia tutto, lo so, ma non era così scontato no?

Faccio il mio conto… Carico il carrello… Pago… E via! Parto con Massimo verso i giochi del centro.

Una voce mi richiama: “Signore!”. Mi giro verso la cassiera e lei mi fa notare che ho lasciato sul rullo un po’ della mia spesa pagata!

Ma dov’ero con la testa? Mi sono quasi preoccupato…

Però alla fine il tutto mi ha lasciato un senso di felicità; un senso di maggiore fiducia negli altri. Potevano prendermi portafoglio, documenti… e anche un po’ di spesa già pagata… E invece no!

Bello!

Ricostruzione LCA: la mia esperienza personale

Italiano: Legamenti del ginocchio sinistro da ...
Italiano: Legamenti del ginocchio sinistro da dietro (Photo credit: Wikipedia)

Riprendo un po’ questo post e, dato che in origine è stato scritto circa un anno fa, provo a svecchiarlo aggiungendo gli ultimi sviluppi e lo stato attuale della salute del mio ginocchio sinistro.

Dalla metà 2011 alla metà 2012, per me è stato un anno di revisione completa. Come un’auto, ho dovuto fare un bel tagliando.

A fine luglio 2011 mi sono procurato una brutta distorsione al ginocchio sinistro giocando a basket coi compagni al campetto rosso; da lì inizia la mia avventura di diagnosi, intervento chirurgico e rieducazione del ginocchio sinistro, di cui parlerò in questo post, cercando di fare una ricostruzione cronologica degli eventi.

Luglio 2011: l’infortunio

Giocando a basket con gli amici della squadra, in un normale movimento d’attacco, il mio ginocchio sinistro se n’è andato per i fatti suoi, lasciandomi a terra, senza fiato per il dolore; riprendo l’auto (per fortuna con il cambio automatico!!) e vado a casa saltellando su una gamba… Scena vista e rivista svariate volte. Ghiaccio e antiinfiammatorio e week end a riposo (mi sono fatto male il venerdì). Lunedì recupero le mie vecchi stampelle e mi presento zoppicante al lavoro.

Agosto 2011: visite iniziali

Decido di farmi visitare: vado dal medico di base che mi prepara l’impegnativa per una visita ortopedica. Prenoto con il numero verde della regione e tempo 10 giorni mi faccio visitare al Bolognini di Seriate. 5 minuti e mi dicono di fare una risonanza magnetica (RMN). Torno dal medico e mi faccio prescrivere anche quella che mi fissano il 18 agosto a Manerbio. Esame un po’ palloso, ma tranquillissimo. Esito immediato e scopro che:

  • ho una lesione “inveterata” al legamento crociato anteriore (LCA), che vuol dire che è vecchia
  • i menischi sono a posto
  • le cartilagini un bel po’ consumate (fissurazioni di III e IV grado)

Settembre 2011: altri esami

Torno dall’ortopedico con l’RMN che mi prescrive rinforzo quadricipite, CartiJoint e ripresa graduale dell’attività. Ricomincio pian piano gli allenamenti: corsetta leggera, esercizi per il quadricipite, due tiri coi compagni.

Ottobre 2011: il ginocchio si fa sentire

Durante un allenamento, il mio ginocchio mi richiama all’ordine: nessun trauma, ma un movimento insignificante (l’appoggio facendo gli addominali da sdraiato) mi causa dolore e successivo gonfiore per qualche giorno. Decido per interrompere completamente gli allenamenti e vado da un ortopedico privato e nello stesso tempo l’amico Cristian mi semplifica l’accesso ad un’ulteriore visita ortopedica.

Novembre e dicembre 2011: visite aggiuntive

Mi visita per primo un chirurgo professionista del ginocchio sportivo. 10 secondi con in mano l’RMN e mi dice che il LCA è da operare; 5 minuti e sono in lista presso la sua clinica; data prevista giugno 2012. Mi è sembrato competente anche se un po’ frettoloso; non mi fido al 100%.Tra l’altro, costo totale della visita (un quarto d’ora non di più) € 120,00. Mi viene anche richiesta una nuova RMN. Sono titubante. Ho bisogno di ulteriori conferme.

Seconda visita alla clinica Gavazzeni: più o meno stesso risultato. LCA da operare e iscrizione alla lista operatoria, più nuova RMN. Qui data prevista metà febbraio 2012. Ok, mi avete convinto.  Torno dal medico di base per la ricetta per l’RMN.

Gennaio 2012: nuova RMN

Nuova risonanza alla Gavazzeni. Nell’occasione del ritiro referti il 25 gennaio, faccio un salto per assicurarmi di essere in lista e per avere una previsione di quando sarò operato. Mi dicono semplicemente che se voglio 2 giorni dopo c’è posto per fare gli esami pre-operatori e che l’operazione è il 3 febbraio. Non ero proprio preparato a questa tempestività, ma dico ok. Dopo due giorni sono di nuovo là: prelievi vari, domande, questionari, consenso informato, e via.

Febbraio 2012: l’operazione

Il 3 febbraio, nel pomeriggio vengo sottoposto all’operazione in artroscopia. La sera prima ho anche imparato ad usare la crema depliatoria!

Anestesia spinale che annulla qualunque percezione del mio corpo al di sotto della vita e poi sala operatoria. Il chirurgo prende la mia gamba, che a me sembra quella di un altro, la pittura di tintura gialla e procede. Nel monitor vedo il mio ginocchio. Sono un po’ confuso per via dell’anestetico e del calmante presi prima dell’operazione.

Il chirurgo mi avvisa che oltre al LCA da ricostruire, anche i due menischi sono da sistemare: nelle due RMN non si vedevano, ma sono rotti. L’operazione durerà 90 minuti anziché 45; con il mio consenso mi addormentano. Mi risveglio ancora in sala operatoria, dove mi informano che hanno finito e che è andato tutto ok.

Trasporto in camera, una veloce visitina di moglie e bimbi, dell’amico Salvatore e dell’immancabile prezioso supporter, mio fratello Marco, e notte in clinica. Sensibilità che ritorna pian piano e aumento dei vari dolori post operatori, insieme all’impossibilità di trovare una buona posizione per via di aghi, drenaggi eccetera, non mi lasciano riposare. Una lunga, lunga notte…

Al mattino il ritorno a casa. Una settimana di riposo, poi dovrei iniziare con la fisioterapia. Il mantra è; appena possibile riprendere movimento, carico e forza, ma non troppo presto, o si rovina tutto! Fa un po’ male, ma sopportabile.

Stampelle, qualche farmaco, punture nella pancia per 20 giorni, nessun tutore.

Febbraio-maggio 2012: riabilitazione

Cerco un centro di… No, non di gravità permanente, ma di riabilitazione. Trovato. A Bergamo in via Passo del Vivione, zona celadina. Conveniente, accogliente e con persone simpatiche e preparate. Inizio con il protocollo riabilitativo partendo in ritardo di una decina di giorni. Un sacco di simpatici esercizi che progressivamente mi danno sempre maggiore mobilità, sia in estensione che in flessione, e che poi mi danno a mano a mano sempre più forza.

Nel frattempo mi prendo cura delle mie cartilagini con Glucosamina, Condroitina e MSM, che come mi hanno confermato gli ortopedici, alla peggio male non fanno.

Rimettendomi a camminare senza stampelle però il fisioterapista, il buon Fabio, si rende conto che ho acquisito uno schema motorio sbagliato. Durante il passo non distendo il ginocchio. Il progresso rallenta perché devo recuperare lo schema motorio. Difficile, lungo e doloroso. Soprattutto guardando i progressi dei compagni di fisioterapia, che molto più velocemente di me raggiungevano i loro risultati. Una delle cose difficili da acquisire era la consapevolezza (in testa) di quale fosse lo schema motorio corretto.

Credo di aver acquisito lo schema sbagliato nel periodo dall’infortunio all’operazione, per via dei menischi rotti; con il carico sull’arto completamente esteso sentivo dolore, quindi non l’ho più usato nel modo corretto. 7 mesi di camminata scorretta… Forse di più… Mah…

A maggio 2012, penso di aver acquisito il passo. Ho ancora un po’ di dolore e non sempre riesco a camminare bene, ma con il benestare di Fabio, passo alla fase successiva: corsetta leggera, palestra per rinforzare e qualche movimento più complesso.

Agosto 2012: prime prove sul campetto

Rieccomi più di un anno dopo sul campetto rosso a far due tiri con gli amici della squadra, intanto che si decide a quale campionato iscriversi.

Niente di forzato, giusto due passi più veloci di una camminata e con il pallone in mano. Sono alla disperata ricerca di una motivazione per far bene i miei esercizi. Ma non sono proprio soddisfatto della mia condizione… Faccio fatica a fare qualsiasi cosa e mi fa un po’ male. Decido di consultare un altro fisioterapista; questa volta Elvira mi segue individualmente.

Da un’osservazione attenta, si vede che il mio quadricipite non è ancora abbastanza sviluppato. Bisogna potenziarlo per far scomparire il dolore. Quindi esercizi specifici: soprattutto stacchi ed esercizi isometrici, che riprendo anche in palestra, a casa (tutte le sere) e ai quali aggiungo anche qualche esercizio di ginnastica propriocettiva con le tavolette e gli esercizi della Wii-Fit.

A settembre inizia la preparazione atletica con la squadra; gli altri corrono all’aperto, di buon passo. Io pian piano faccio corsetta il linea retta in palestra.

Ottobre/dicembre 2012: di nuovo in campo

A ottobre gli allenamenti cominciano a diventare un po’ più soddisfacenti; gli esercizi a casa e in palestra funzionano. Tanto che se non vado in palestra l’allenamento peggiora e alla fine sento ancora un po’ di dolore.

Scopro anche gli esercizi pliometrici che propongo anche ai miei compagni di squadra, dato che nello sport sono molto utilizzati. Io li svolgo in forma un po’ più leggera degli altri, ma pian piano riesco a raggiungere un buon livello.

Penso di essere pronto per giocare qualche partita di campionato; parto piano e poi ingrano. Certo non è come una volta, come quando avevo vent’anni e pesavo 20 chili in meno, però mi diverto senza che mi faccia male e questo basta.

L’unico inghippo a questo punto è un fastidio tipico dei baskettari della mia età, che però non ha niente a che fare con il ginocchio: la fascite plantare dovuta alla spina calcaneare. Dico solo questo… è doloroso.

Situazione attuale (ormai a regime, credo)

Mi alleno e gioco come gli altri, spina calcaneare impegni vari permettendo. Gioco le mie partite e mi muovo con sicurezza durante la giornata, saltando anche qualche ostacolo come facevo una volta.

Il ginocchio però non è del tutto silente e si fa sentire di quando in quando con i suoi scricchiolii. Questi temo siano dovuti all’usura delle cartilagini, come mi avevano più volte detto gli ortopedici che mi hanno visitato. A questo per ora ahimé non c’è cura facilmente applicabile, anche se si comincia a parlare di trapianto di cartilagini, o di fabbricazione di cartilagini partendo da cellule staminali.

Vedremo cosa mi riserva il futuro, ma la cosa che mi hanno detto tutti è che per preservare le cartilagini, oltre all’attività sportiva non troppo intensa, devo curare anche la preparazione e il tono muscolare.

Quindi non devo mollare la palestra. Oggi il mio programma settimanale è:

  • lunedì palestra: circuito aerobico + leg press + squat + calf
  • martedì riposo
  • mercoledì allenamento di due ore
  • giovedì palestra: come il lunedì
  • venerdì o sabato partita o allenamento

Per quanto riguarda l’LCA, penso di essere guarito.

La spina calcaneare

My 2 heel spurs
My 2 heel spurs (Photo credit: TheGirlsNY)

Della serie capitano tutte a me…

Durante la convalescenza per la ricostruzione del LCA, ne ho approfittato per approfondire un po’  i motivi di un dolore al tallone, la cosiddetta talalgia.

Il dolore si era presentato già tempo addietro ad entrambi i talloni ed aveva, nel mio caso, alcune caratteristiche particolari:

  • si presentava acuto al mattino appena sveglio, soprattutto se la sera prima avevo fatto attività sportiva
  • dopo qualche minuto in cui facevo addirittura fatica a reggermi in piedi data l’intensità del dolore, questo rapidamente scompariva

Il dolore al tallone può avere molte origini, quindi per incominciare ho cercato un centro podologico e mi ci sono recato per ricevere qualche consiglio.

Il consiglio numero 1 che ho ricevuto è quello di approfondire con una radiografia. Detto fatto mi sono recato dal medico di base e ho chiesto di fare le radiografie, che hanno rivelato la presenza della spina calcaneare bilaterale. Credo di aver capito che di per sé la spina non provoca dolore, ma provoca la fasciosi plantare che è all’origine del dolore.

Dopo le radiografie, mi è stata prescritta una visita fisiatrica che ha stabilito che la terapia da adottare nel mio caso era la terapia ad onde d’urto.

Tre sedute, una ogni settimana, della durata di tre minuti per piede. Una terapia abbastanza dolorosa, ma non insopportabile. La terapia è arrivata dopo nella fase conclusiva della riabilitazione dopo l’intervento LCA e qui forse ho commesso un errore: mi era stato suggerito di riprendere in maniera graduale l’attività sportiva, iniziando molto piano; ma ero al momento in cui potevo riacquisire il gesto tecnico… E così non ho rinunciato agli allenamenti anche se ho cercato di impormi un ritmo più tranquillo.

Le onde d’urto hanno dato un effetto sicuramente positivo: da settembre a dicembre non ho più accusato dolori acuti alle piante dei piedi; solo una sensazione di leggero indolenzimento.

Ora che è gennaio, il dolore è tornato a farsi sentire, eccome!

Così ricomincerò la tiritera: raggi, visita e forse di nuovo onde d’urto nel caso la spina calcaneare sia ancora presente.

Poi però, stavolta, cercherò di riprendere davvero in modo graduale cercando di compensare con l’attività in palestra per non perdere il tono che sono riuscito a riprendere dopo l’operazione.

Chirurgia refrattiva PRK: la mia esperienza personale

Slit lamp image of the cornea, iris and lens
Slit lamp image of the cornea, iris and lens (Photo credit: Wikipedia)

Quest’ultimo anno, da metà 2011 a metà 2012, è stato un anno di revisione completa. Come un’auto, ho dovuto fare un bel tagliando.

A fine 2011 ho fatto una visita oculistica per sapere se ero nelle condizioni di poter affrontare un intervento laser per poter smettere di portare gli occhiali da vista. Dopo varie peripezie, finalmente ho affrontato con successo l’intervento e, per ora, sono ancora convalescente.

Prima di fare l’operazione ho cercato in internet informazioni sulle tecniche, i rischi eccetera, per cui ho deciso, dopo aver fatto l’operazione, di condividere la mia esperienza, giusto per dare qualche info in più.

Le ricerche:

Le ricerche su internet riguardo la chirurgia refrattiva, sono come per molti altri argomenti, difficili da inquadrare. Su internet si parla di tutto. Si parla bene di tutto e male di tutto. In più c’è il problema che internet esiste da un po’ ed ha pure buona memoria, mentre la chirurgia refrattiva, a quanto ho capito, è evoluta (sta evolvendo) abbastanza velocemente.

Il rischio è quello di farsi troppo scoraggiare o troppo incoraggiare. L’unica è basarsi sui fatti più che sulle opinioni e tener presente le date in cui sono state scritte le informazioni che si trovano ed, ultimo ma non meno importante, ascoltare sempre il parere di uno o (meglio) più esperti.

Ottobre 2011: visita oculistica (prima visita)

Ho sempre avuto un astigmatismo/ipermetropia abbastanza forte e i miei occhiali sono sempre costati un bel po’ (quasi sempre più di 500 €). Allora mi son detto, vediamo un po’ cosa dice un’oculista se gli dico che voglio operarmi. Ed ecco che la prima cosa da fare è andare dal medico di base e farsi prescrivere una visita oculistica (prima visita). Il CUP telefonico della regione Lombardia mi ha mandato a fare la visita all’ASL di Albino. L’oculista mi ha visitato e mi ha detto che il laser potrebbe non essere adatto: potrebbero essere più adatti gli “anelli intrastormali” o altra tecnica chirurgica simile con la quale si “spianano” le gobbe sulla mia cornea che causano l’astigmatismo, senza laser. Mi suggerisce anche di fare due ulteriori esami: topografia corneale e pachimetria corneale.

Novembre 2011: topografia e pachimetria

Solita telefonata al CUP e mi reco a Treviglio a fare l’esame strumentale che serve per misurare la cornea; si controlla se c’è lo spessore per procedere con l’operazione e si fa una mappatura della cornea. Non sono un esperto, ma questo è il poco che ho capito…

Ebbene lo spessore corneale sembra buono e l’oculista mi invita subito ad andare ad operarmi da lui, consegnandomi un bell’opuscoletto.

Il mio medico di base mi avvisa nel frattempo che il SSN non mi passerà alcun che per quest’operazione, dato che non rimborsa più il laser agli occhi.

Fine aprile 2012: giro di telefonate

Con un po’ di ricerche riesco a capire che per l’operazione spenderò più o meno 2.000 €. Racimolo il budget e parto con le telefonate. Dalle mie parti si parla bene della Clinica Palazzolo e della Clinica San Marco. Cerco su internet e scopro che esistono diversi macchinari per fare l’operazione; leggendo le informazioni tecniche il macchinario più interessante mi sembra un laser di ultima generazione con guida automatica e un sacco di altri optionals. Scopro che la Clinica San Marco è dotata di tale strimento e che il dott. Fumagalli è referente scientifico dell’azienda produttrice. Chiamo le due cliniche.

La Palazzolo ha il telefono che squilla squilla e nessuno risponde.

La San Marco ogni 5 telefonate in cui il telefono squilla squilla risponde e mi da spiegazioni. Prendo un appuntamento e me lo fissano subito 2 o 3 giorni dopo. Facci l’impegnativa dal medico di base e via…

Maggio 2012: visita oculistica (prima visita)… di nuovo

Mi presento alla Cinica San Marco. Mi spiegano che c’è poco tempo perché a giugno, luglio e agosto le operazioni agli occhi non si fanno. Dalla prima visita mi viene “quasi” confermato il difetto: 4,5 diottrie all’occhio sinistro e 5 al destro. Sorpresa! Mi vien detto che forse il SSN mi passerà l’operazione.

Prima dell’operazione, di lì a 5 o 6 giorni, devo fare altri 8 esami, tra cui topografia e pachimetria. Devo essere accompagnato perché dopo il collirio usato per un esame non sarò in grado di fare nulla per un giorno intero.

Sempre maggio 2012, pochi giorni dopo: gli 8 esami

Visita completa, topografia e pachimetria e anche il famoso collirio. Era vero: non vedo più nulla!!

Però mi viene confermato che l’operazione la passa il SSN, quindi un bel risparmio: invece dei 2.500 € all inclusive, pagherò 66 € per l’operazione, altri 66 € per gli esami prima e altri 66 € per gli esami dopo.

11 e 14 maggio 2012: informazioni pre operatorie e operazione

L’11 maggio alla clinica c’è un incontro di un’oretta in cui il primario spiega l’intervento e risponde alle domande. Tutto molto chiaro, molto ben spiegato e corredato dalla consegna della trascrizione di tutto ciò che è stato detto per prepararsi bene all’intervento.

Mi viene spiegato anche che l’intervento che si fa qui si chiama PRK e che differisce dalla meno innovativa (ma pur valida ed abbondantemente usata) tecnica LASIK per il fatto che non ha rischio chirurgico; non significa che è senza rischio, ma che tra tutti i rischi dell’operazione, quello chirurgico (infezioni, febbre, eccetera) è azzerato.

Vado dall’ottico e prendo gli occhiali con la protezione UV più alta. Gli UV sono i nemici dell’operazione laser!!

Lunedì 14 maggio l’operazione alle 9.30. Il tutto dovrebbe durate circa 45 secondi per occhio.

Sdraiato su una poltrona tipo dentista in una sala quasi buia… Litri di collirio (un po’ fastidioso)… Una spatolina che passa sulla cornea: un po’ fastidiosa e un po’ impressionante… Poi via col laser!

Tac, Tac, Tac, Tac… Sembra il rumore dell’accendi gas. Si sente un po’ di odore di brucio… La mia cornea che brucia… 7 micron per ogni diottria da correggere.

Prima un occhio, poi l’altro.

Il chirurgo mi avvisa che con questo difetto la guarigione sarà più lenta e il fastidio delle 36/48 ore successive un po’ più intenso.

Mi alzo dalla poltrona e mi sembra di vederci già bene! Esco dalla sala operatoria non più di 10 minuti dopo esserci entrato e posso andare a casa. Ovviamente con gli occhiali scuri da non levare mai.

E soprattutto non devo dimenticare i colliri: una sfilza di colliri a tutte le ore….

Le 36/48 ore successive: dolore!

Ma quale fastidio.. Si brucia un pochino, ma mi sembra di vederci. Bello! Fino alle 15.00…

Dalle 15.00 del 14 maggio alle 5 del mattino del mercoledì è stata davvero dura!! Dolore, bruciore!! Ma chi me l’ha fatto fare!!

Sembrava insopportabile! Lame negli occhi! Mettere i colliri prescritti, gli importantissimi colliri, quelli da cui dipendeva l’esito di questa operazione, sembrava impossibile!

Poi, all’improvviso, dopo quasi due notti insonni e un dolore nervino, tipo il mal di denti, da farti tirare i pugni al muro, continuo, insistente… Il dolore smette! Rimane un po’ di indolenzimento… E anche un po’ di paura che ricominci. Ma non ricomincia. Finalmente, dopo due giorni di oscurità totale, in cui anche un accendino a 20 metri con gli occhi chiusi sembrava uno spillo negli occhi, riesco ad aprire gli occhi e a vedere.

Giovedì e venerdì: non vedo proprio bene, però almeno non fa male

Già, proprio così… Non vedo un  granché… Si a tratti mi rendo conto di vederci meglio di prima, ma non ne sono così sicuro.

Il venerdì devo andare a togliere delle lenti a contatto protettive che sono state messe subito dopo l’operazione. Mi vien detto che è andato tutto bene e che la visione diventerà buona verso i tre mesi e si stabilizzerà definitivamente verso i sei mesi dall’operazione.

Mi viene anche detto che è normale che la vista non sia buona subito. La vista migliorerà man mano.

Primo mese e prima visita post operatoria

E’ vero: mi rendo conto che la vista pian piano migliora. Prendo la macchina, guido, uso il computer.

Mi stanco ma ci vedo abbastanza bene. Pian piano mi stanco meno e mi sembra di vederci sempre meglio. Non ne sono sicuro perché il tutto avviene piano piano.

Alla prima visita post operatoria mi viene mostrato il mitico quadro con le lettere che da grandi diventano sempre più piccole; con un po’ di sorpresa leggo coi due occhi aperti la riga dei dieci decimi! Con un occhio alla volta probabilmente non ci sarei riuscito, però è già una bella soddisfazione.

Il dottore mi dice che la guarigione procede bene.

Ed ora, ben contento sono in attesa della seconda visita!

Basket II divisione – Oratorio Stezzano – Calendario fase finale 2012

Ecco il calendario della fase finale della mitica Polisportiva Oratorio Stezzano, campionato di II divisione maschile FIP a Bergamo.

 MATCH

 DATA ED ORA

 LUOGO

 Casigasa Parre – Oratorio Stezzano  Venerdì 23 marzo 2012  Via Risorgimento 10 – Parre
 Basket Vertova – Oratorio Stezzano  Giovedì 29 marzo 2012  Via S.Carlo – Vertova
 A.S.D. Albano  – Oratorio Stezzano  Martedì 10 aprile 2012  Via Don Canini – Albano S/A
 Oratorio Stezzano – Promoserio 2011  Venerdì 20 aprile 2012  Via Vallini – Stezzano
 Oratorio Stezzano – Amatori 87  Venerdi 04 maggio 2012  Via Vallini – Stezzano
 Oratorio Stezzano – Basket Ranica  Mercoledì 09 maggio 2012  Via Vallini – Stezzano
 Oratorio Stezzano – Trescore Basket  Venerdì 18 maggio 2012  Via Vallini – Stezzano

La fase preliminare si è conclusa con una sola vittoria e con nessuna partita giocata da parte mia… sigh!