Disavventure fiscali: una storia di ordinaria vessazione

Racconto oggi una storia di, purtroppo, ordinaria assurdità capitata a me.

Avrei dovuto scriverne tempo fa, dato che riguarda fatti di qualche anno fa (2013 circa), ma, complice il poco tempo per scrivere post, ho rimandato… fino ad oggi.

Oggi ho qualche scadenza di pagamento di una cartella di Equitalia per la quale ho aderito alla cosiddetta rottamazione.

Trascurando i dettagli tecnici su Equitalia e rottamazione, perché non voglio scrivere una guida mi soffermerò invece sulla cronologia dei fatti e degli antefatti.

Genesi

Dal 2000 al 2008 ho gestito una società a responsabilità limitata, fondata da me, operante nel campo dell’Information Technology… il mio campo.

Ero amministratore della società e mi corrispondevo lo stipendio da amministratore pagando IRPEF e contributi previdenziali all’INPS.

Quando ho deciso che avrei (professionalmente) cambiato strada, nel 2008, ho posto la società in liquidazione dopo aver sistemati clienti, fornitori e ovviamente dipendenti.

Contestualmente (quindi sempre 2008, circa il mese di agosto) ho aperto la mia partita IVA individuale, con la quale ho continuato a lavorare nello stesso campo, attività che tutt’ora prosegue.

Bene… la società in liquidazione ha smesso di fatturare prestazioni ai clienti (i ricavi della società), perché io e il mio ex socio abbiamo proseguito nella gestione degli stessi in maniera separata, quindi ognuno fatturava con la sua partita IVA (i ricavi individuali), pagando la sua IRPEF e versando i suoi contributi.

Grossomodo ciò che era lo stipendio di amministratore ora era diventato il ricavo individuale, quindi senza pretesa di essere preciso, circa un quarto di quanto fatturavo, tolte le spese (pochissime nella mia professione), veniva versato come contributo all’INPS.

number-dreamsPer giocare coi numeri, se prima n un anno guadagnavo 1000 e davo circa 250 all’INPS, nella nuova situazione continuavo a guadagnare circa 1000, sempre versandone circa 250 all’INPS.

Intermezzo

Nel 2010 ho cambiato comune di residenza, sempre rimanendo in provincia di Bergamo. Come si suole fare, ho dato comunicazione del cambio a tutti gli organi che potevano essere interessati e ho modificato il mio domicilio fiscale portandolo al nuovo indirizzo di residenza.

Le comunicazioni dall’agenzia delle entrate e dell’INPS, piano piano, hanno cominciato ad arrivare correttamente al nuovo indirizzo di residenza, circa dal 2011.

Sembra una questione irrilevante questa della residenza, ma ha la sua importanza in questo fatto.

Nel 2013 ho anche cambiato ente di previdenza, passando dall’INPS a InArCassa, in quanto iscritto all’Ordine degli Ingegneri e quindi nelle condizioni di beneficiare di un trattamento previdenziale più favorevole.

Contestazione

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Quando il postino lascia qualcosa nella mia cassetta…

Nel 2013, al mio indirizzo di residenza, mi arriva una cartella di Equitalia relativa a presunti versamenti non effettuati in favore dell’INPS.

 

 

 

 

img_3sept12_lifMa da dove viene la cartella? Cosa riguarda? Perché una cartella e non una comunicazione dall’INPS? C’è qualche attinenza con il cambio di ente previdenziale?

Coinvolgo subito il mio commercialista per capire di cosa si tratta…

 

Punto primo: mi spiega, è una cartella di Equitalia e non una comunicazione dell’INPS. Questo significa che è come una sentenza passata in giudicato; non è più appellabile, è definitiva… bisogna pagare o opporsi affrontando un processo alla corte dei conti.

Punto secondo: riguarda versamenti presunti non versati relativi al periodo 2008/2011. Cioè… i versamenti all’INPS dipendono dai redditi dichiarati: uno dichiara (con la dichiarazione dei redditi) che guadagna 1000, fa due conti e versa il dovuto tramite F24 o altra forma di pagamento.

 

Verifichiamo la situazione di quegli anni con il commercialista… Ho le mie quietanze dei modelli F24 versati all’INPS per i redditi dichiarati in quegli anni… inizialmente non capiamo: dovrei essere a posto.

Poi scopriamo… l’INPS ritiene che dal 2008 al 2011 io abbia continuato ad avere ricavi dalla società, oltre a quelli individuali, quindi chiede che vengano versati i relativi contributi.

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4 anni dal 2008 al 2011 fanno, con un ricavo di 1000 all’anno 250 all’anno di contributi, 1000 di contributi. L’INPS me ne sta contestando circa altrettanti 250 presumendo che io abbia guadagnato e non dichiarato altri 1000 di ricavi. Quindi in 4 anni altri 1000 di contributi.

Peccato che… la società non ha emesso fatture per quel periodo e nell’ultimo periodo nemmeno esisteva più. Non sono stati emessi listini paga per l’amministratore. Sono state fatte tutte le dichiarazioni in merito al funzionamento della società in liquidazione in quel periodo. Quindi l’agenzia delle entrate ha già tutte le informazioni e la possibilità di fare tutti gli incroci!

Pertanto… nulla era dovuto all’INPS per quel periodo, oltre quanto già correttamente dichiarato e versato con la mia partita IVA individuale. Ma l’INPS riteneva che lo fosse!!

L’assurdo

stato-ladro-2Già quanto sopra sembra assurdo… Ma un errore in fondo può anche capitare, anche se l’assurda presunzione degli enti che riscuotono denaro, che un contribuente stia sempre facendo il furbo, è davvero fastidiosa. Oscar Giannino aiutami tu…

 

Ma ecco… la situazione è ancora peggio. Perché io ho in mano una cartella e non posso oppormi a quest’errore. Perché?

Semplice… l’INPS la sua presunzione della mia colpevole mancanza, l’ha recapitata tramite raccomandata; là era scritto quello che loro supponevano il mio dolo e io avevo 60 giorni di tempo per documentare che non era così… l’onere della prova spetta al presunto colpevole…. altro che innocente fino a prova contraria e ordinamento garantista.

Solo che io la raccomandata non l’ho mai ricevuta!! Perché?

Semplice… l’INPS l’ha mandata al vecchio indirizzo, dove io non abitavo più. Insomma: le comunicazioni relative ai versamenti del 2013 all’indirizzo dove abitavo nel 2013 e quelle relative al 2008 all’indirizzo dove abitavo nel 2008…. non fa una piega no?

8b6fe8b7f1b2575f2ae103e7de0468b5-say-what-minions-loveMa la raccomandata sarà tornata indietro penserete voi… eh sì, giusto! Informalmente un impiegato dell’ufficio competente, ha consultato la pratica e ha trovato il contrassegno di mancata consegna… ma…

Ma… ha spiegato che per l’INPS i 60 giorni decorrono da quando l’ha spedita, mica da quando o SE il contribuente l’ha ricevuta… capito? Potrebbero spedirla in Giappone e dopo 60 giorni io non posso più dimostrare di avere ragione. Anche se l’ho.

Conslusione

Alla fine di questa assurda vicenda io devo versare per gli anni 2008/2011 circa il doppio dei contributi dovuti, corrispondenti a circa la metà dei ricavi, di cui un altro quarto se l’è già preso l’agenzia delle entrate.

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I 1000 guadagnati dal 2008 al 2011 sono già stati tassati e gravati da contributi obbligatori, per circa la metà, come di consueto in Italia.
Ora intanto che sto fatturando, dichiarando, pagando le tasse e versando i contributi, devo versare anche quei 1000, del periodo 2008/2011.

Ho peraltro recentemente rottamato questa cartella, che significa semplicemente che, con un modesto sconto, devo pagare tutto subito all’INPS invece che versare le rate a Equitalia…

Quindi con tre anni a un quarto dei miei ricavi io devo pagare: IMU, TASI, TARI, consorzio di bonifica, bollo auto, canone TV, accise sulla benzina, marche da bollo su ogni pezzo di carta, bolli sul conto corrente, vidimazioni di ogni tipo… Poi con quello che avanza devo pagare il commercialista, perché altrimenti rischio di sbagliare a pagare… E alla fine su quello che rimane, il 22% lo devo dare allo stato perché mi sostenga con i suoi pregevoli servizi (alcuni sono pregevoli per davvero… ma sono un po’ contrariato, quindi mi sfogo un po’…).

E se mi fossi rifiutato di pagare per andare poi a processo?

Mah… sicuro, per partire qualche migliaio di € ad un avvocato per istruire la pratica… subito… cash…

Poi dopo 15/20 anni e diverse giornate perse in udienze, raccolta documentazione, conti, conservazione di scontrini, documenti, comunicazioni, giornali dell’epoca, carte dei chupa chupa dei bambini ecc… il piccolo Andrea contro il gigante INPS, oppressore legale di onesti contribuenti, poteva avere una qualche minima probabilità di veder riconosciuto quanto accaduto nella realtà.

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Invece ho scelto di versarli…. in questo fantastico sistema contributivo che, quando avrò 80 anni e potrò (se sarò vivo) finalmente smettere di lavorare, non mi restituirà altro che misere briciole.

 

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LA “FREGATURA” TI ARRIVA CON UN SMS: COSTO 5 €uro A SETTIMANA

È capitato anche a persone che conosco direttamente, quindi occhio!!

Blog di Rino Polloni

sms

Pubblico una disavventura vista in prima persona, della serie: UNA VERA VERGOGNA da chissà quanti milioni di €uro.

Vi inviano un sms e appena aperto, vi addebitano 5 euro…a quante persone sarà arrivato? TANTE (cliccaTRUFFA tim funny tv) oppure “Un servizio a pagamento non richiesto” (clicca qui)

Anche oggi, utilizzando un telefonino smartphone per prenotare un posto al Cinema, tramite il sito internet della MULTISALA KING di Lonato (Bs), si aperta5 Euro una veloce schermata e, nella fretta di prenotare il posto, la TIM ha addebitato 5 €uro.  Come mai?

 Dopo un breve giro su google, ho scoperto l’ennesima truffa.

ATTENZIONE dunque se vi dovesse arrivare  un sms dal numero: 486.86.84 che corrisponde al servizio a pagamento di FUNNY TV  che è una società che fornisce, tra l’altro, i servizi in abbonamento Funny e Funny Tv tramite i gestori H3G, Tim, Vodafone…

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Disdire sky con la PEC

Recentemente ho avuto la necessità di disdire il servizio Sky, in quanto non lo utilizzo praticamente più.

Il modo più veloce è cercare su un motore di ricerca il testo disdetta sky:

http://lmgtfy.com/?q=disdetta+sky

Oggi Google mi dice che le informazioni sulla disdetta sono reperibili all’indirizzo https://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta.html

Però sul sito di Sky, http://www.sky.it/, esiste la possibilità di registrarsi ed accedere a tutti i servizi on line, creando uno Sky ID. Una volta effettuata la registrazione, si può accedere all’Area clienti.

Una volta acceduto all’Area clienti, può risultare difficile però individuare l’opzione per disdire l’abbonamento a Sky.

Nell’Area clienti il link alle informazioni di disdetta è riportato nei link nella parte bassa della pagina:

skypec1

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Qui c’è un modulo da compilare per farsi ricontattare da un operatore che chiederà i motivi della disdetta.

skypec2

In una precedente versione di questo articolo, avevo impropriamente indicato come termine entro il quale inviare una richiesta di disdetta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a Sky 60 giorni prima della naturale scadenza del contratto. In realtà come ha fatto notare Giacomo in un commento a questo post, leggendo gli atricoli del contratto 11.1 e 11.2, che riporto:

11.1: Il presente Contratto avrà durata di un anno, salvo una diversa durata espressamente prevista da offerte e/o promozioni a cui l’Abbonato ha spontaneamente aderito, decorrente dalla data di attivazione del Servizio e si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno salvo disdetta da inviare a Sky mediante comunicazione scritta, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, con un preavviso di almeno 30 (trenta) giorni rispetto alla scadenza al seguente indirizzo: Sky Italia S.r.l. Casella Postale 13057 – 20141 Milano (…)
11.2: Qualora l’Abbonato si avvalga della facoltà di recesso di cui al precedente art. 11.1, la sua comunicazione dovrà pervenire entro la fine del mese e il recesso sarà efficace alla fine del mese successivo. Diversamente nel caso in cui il recesso venga comunicato nel corso del mese, il Servizio rimarrà attivo e fruibile fino alla fine del mese successivo a quello in cui è avvenuta la comunicazione e Sky fatturerà l’importo dei canoni per l’intero mese. In ogni caso l’Abbonato sarà comunque tenuto a corrispondere a Sky gli importi dovuti per la fornitura del Servizio fino alla data di efficacia del recesso.
In relazione al momento di efficacia del recesso troverà applicazione rispettivamente quanto previsto agli artt. 5.7bis, 5.6 ter, 5.3quater, 11bis e 11ter.

Il termine corretto entro il quale Sky deve ricevere la richiesta di disdetta (ATTENZIONE: non la data in cui la richiesta deve essere spedita) è di 30 giorni.

Accedendo direttamente al modulo di disdetta, reperibile all’indirizzo http://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta-modulo-scadenza-contratto.html, è possibile compilare on-line e stampare la documentazione necessaria da spedire a Sky per la disdetta.

skypec3

Nel modulo viene indicata la modalità di invio della disdetta:

Il presente modulo firmato dovrà essere inviato per raccomandata A.R. a:
SKY CASELLA POSTALE 13057 – 20141 MILANO

Non viene fatto cenno della possibilità di utilizzare la PEC.

Ho voluto lo stesso provare questo metodo forte di alcune considerazioni, che semplificando, elenco di seguito:

  • La legge equipara la PEC alla raccomandata, quindi sembra che non sia possibile impugnare l’uso della PEC come non corretto;
  • Tutti i soggetti con partita IVA devono avere la PEC, quindi anche Sky… E l’ho dovuta fare anche io!

Quindi si è posto un altro problema: trovare l’indirizzo PEC di Sky.

Ebbene, cercando un po’ l’ho trovato: SKYITALIA@PEC.SKYTV.IT

Quindi ho composto una mail dal mio account PEC con il seguente contenuto:

Il sottoscritto Nome Cognome 
Codice fiscale XXXYYY99Z99W999W
Codice cliente: 123456
Residente a Città (PROV) in via Indirizzo n. 00
In ottemperanza del preavviso di almeno trenta giorni rispetto alla scadenza annuale del contratto
COMUNICA
di non essere interessato al rinnovo del contratto per ulteriori dodici mesi e di voler, a tal fine, dare disdetta allo stesso, ai sensi dell'art. 11.1 delle condizioni generali di abbonamento.
Allego scansione, stampata e firmata, del modulo di disdetta disponibile sul vs. sito all'indirizzo http://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta-modulo-scadenza-contratto.html.
Cordiali saluti,
Nome Cognome
cell. xxxxxxxxxxx
PEC: mioindirizzo@pec

Per sicurezza ho allegato anche la stampata, firmata e scansionata del modulo di disdetta compilato on-line.

Ebbene, un paio di giorni dopo aver spedito la PEC, sul decoder mi è arrivato il messaggio di corretta ricezione e presa in carico della richiesta di disdetta.

Quindi direi che funziona.

Ulteriori link che trattano l’argomento:

Spero vi sia utile per risparmiare qualche Euro in spese postali!!

LE 7 TIPICHE ABITUDINI DELLE PERSONE INFELICI

La ForzaDellaNatura's Blog

unhappy“Basta poco per rendere felice una vita; è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare.”– Marco Aurelio

Le circostanze esterne possono certamente rendere la nostra vita complicata. Ma un ruolo estremamente importante – spesso decisivo – nel costante tentativo di essere felici è svolto

  • dal nostro pensiero,
  • dai nostri comportamenti
  • dalle nostre abitudini.

Se sulle circostanze esterne spesso non abbiamo il potere di incidere perché al di fuori della nostra sfera di influenza, il nostro atteggiamento e le nostre abitudini sono invece elementi sui quali abbiamo la possibilità di esercitare un controllo totale.

Ecco degli esempi di alcune delle abitudini quotidiane più distruttive che le persone infelici si creano da sole e che contribuiscono a minare in modo decisivo la loro felicità.

1. Temono il giudizio degli altri.

Molte persone hanno una preoccupazione costante nei confronti delle opinioni e dei giudizi degli altri al punto che, pur…

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Eliminare il calcio

English: Country : Italy Region : Lombardy Pro...
English: Country : Italy Region : Lombardy Province : Bergamo (BG) Français : Pays : Italie Région : Lombardie Province : Bergame (Photo credit: Wikipedia)

Stasera tornavo da una bella festa di compleanno in stile sudamericano… Bella festa.

Percorrevamo tranquilli le vie del centro di Bergamo, quando due o tre moto della Polizia Municipale a sirene spiegate ci hanno fatto spaventare… Si sono piazzate in mezzo all’incrocio del piazzale della Malpensata e hanno bloccato il traffico in tutte le direzioni.

I bambini si chiedevano un po’ spaventati cosa fosse successo. Anche io ed Elena siamo rimasti un po’ in allerta.

Il primo pensiero che ho fatto è stato che stesse passando qualche personalità con la scorta. Poi ho pensato: “No chi rischia la vita per lavorare non ha una scorta così imponente. Di solito sta in una sola auto blindata con il lampeggiante… Un portavalori ha un’auto davanti e una dietro… è qualcosa di più IMPORTANTE….”.

Poi tre auto della polizia che precedevano un autobus dell’ATB… e dietro altre auto della polizia e altre moto della polizia municipale. Non so quante in tutto; non le ho contate…

Sul pullman quelli IMPORTANTI: un gruppetto di bellicosi, bevuti, con sguardi feroci verso gli automobilisti di questa città nemica, che osano incrociare il loro IMPORTANTE percorso verso la imminente IMPORTANTE battaglia. Saranno stati una cinquantina. Non ho idea se ogni 50 idioti ci debbano essere 20 o 30 lavoratori forzati, pagati anche da me con straordinari domenicali a far da scorta…

Mi son fermato a pensare al perché ero lì fermo davanti al semaforo verde… E mi sono letteralmente cadute le palle.

Ma perché dobbiamo ancora andare avanti a sostenere questo assurdo, inutile e falso baraccone del calcio professionistico?

Tutti impazziscono per vedere 22 strapagati atleti, che di sportivo non hanno più nulla. Ma che roba è?

Uno sport dove vince chi paga di più, chi imbroglia di più, chi frega l’arbitro, chi si droga di più senza farsi beccare, chi corrompe arbitri, giudici, federazione, medici… Non è uno sport: ciò che è rimasto del calcio è uguale a ciò che è rimasto della politica, dello spettacolo e di tutti gli altri aspetti “popolari” di questo paese stordito e cioè la faziosità, la voglia di esser migliori senza far fatica, di prevaricare, il campanilismo senza ragione, senza obiettività, senza logica, senza giustizia, senza passione e senza cuore.

Uno sport che insegna ai bambini che l’arbitro è il nemico da imbrogliare, che se ti toccano in area ti devi buttare giù. Che l’avversario è il nemico a cui spaccare le gambe, però senza farsi vedere perché sei ti fai beccare sei un coglione. Che insegna ai ragazzi che devono diventare dei campioni. Che provoca frequentissime risse tra i genitori sugli spalti delle partite di ogni paese.

Uno sport dove non si metterà la prova televisiva altrimenti si smetterebbe di litigare e se ne andrebbe tutto il divertimento; dove non si metterà mai il tempo effettivo, altrimenti non si potrà più fare la divertentissima e sportivissima melina.

Questo fantastico sport che ci da una scusa per tirar fuori il peggio di noi, per urlare, bestemmiare, per star male o per sentirsi migliori degli altri a seconda del risultato (finto) e litigare il lunedì, per sfottersi il giovedì dopo la coppa, per fare il tifo contro in Europa, in Giappone, al mondiale!! Troppo una figata!! Lo sport più bello del mondo!!

Atalanta B.C.
Atalanta B.C. (Photo credit: Wikipedia)

Mi ricordo che seguivo “A tempo di sport” di Gigi Garanzini su Radio24… Mi piaceva Garanzini, ma ogni tanto se ne usciva con cose tipo che in un’ora bisognava parlare solo di Inter, Milan, e Juventus, perché le altre, obiettivamente non servivano a nulla. Perché interessarsi che ne sò… dell’Atalanta? L’Atalanta è uno riempitivo; serve a far riposare la Juve tra la partita dell’Inter e quella del Milan. Poi qualcuno si azzardava a dire che eravamo campioni del mondo di qualche altro sport, che è ancora uno sport… E lui diceva, che “Sì, bello… Ma chi se ne importa…”.

Ascolto sempre Radio24, ma dalle 14.00 alle 15.00 cambio canale… Anche oggi che c’è Carlo Genta… Non ce la faccio.

Ma anche il calcio violento è nella nostra cultura e ci ha fatto divertire: Eccezziunale…… veramente!, L’allenatore nel pallone, Il tifoso, l’arbitro e il calciatore solo per fare qualche esempio… Nella commedia all’italiana anni ’70 la rissa allo stadio era argomento da ridere; ci ho riso anch’io sul Derby Roma – Lazio di  Pippo Franco.

Lo scontro verbale, lo sfottò, le recriminazioni storiche, le accuse secolari… Sono il sale di questa baracconata. Ma qualcuno poi non si ferma… Qualcuno non si trattiene.. E mena. E quando qualcuno mena, ogni tanto ci scappa che qualcuno si fa male… Divertente no? E’ questo il sale… È questo lo sport…

Ma qualcuno si è mai preso la briga di contare i MORTI del calcio? I MORTI cazzo… mica quelli che han perso la partita.

Guardate qui:

Forex Money for Exchange in Currency Bank
Forex Money for Exchange in Currency Bank (Photo credit: epSos.de)

E in più, per tutto questo, io pago…

Pago la polizia per fermarmi al verde, altrimenti questi stupidi senza cervello distruggono la mia città, che poi dovrei ripagare ancora io. Quegli stupidi senza cervello e senza ideali, che vivono della favoletta che lo show business ogni anno crea a tavolino per loro.

Pago la pubblicità enorme che questo stolido mondo riesce a muovere per pagare in modo assurdo, smisurato e iniquo persone senza alcuna qualità che sia minimamente utile per l’umanità. 22 inutili mutandoni che in una domenica sono pagati come 22.000 utili ricercatori in un anno.

E più pago e meno vedo! Non vedo più lo sport vero! 100 canali di calcio ogni uno con tutti gli altri sport…. Tutti criptati così bisogna pagare, visto che l’ingaggio dei mutandoni è così oneroso.

Ma perché i vari presidenti, i vari Moratti, Galliani, De Laurentiis non se li giocano a PES i soldi che buttano nel cesso e non smettono di farli pagare a noi e di romperci le palle? Ma perché nessuno si oppone a questa palese assurdità?