LA “FREGATURA” TI ARRIVA CON UN SMS: COSTO 5 €uro A SETTIMANA

È capitato anche a persone che conosco direttamente, quindi occhio!!

Blog di Rino Polloni

sms

Pubblico una disavventura vista in prima persona, della serie: UNA VERA VERGOGNA da chissà quanti milioni di €uro.

Vi inviano un sms e appena aperto, vi addebitano 5 euro…a quante persone sarà arrivato? TANTE (cliccaTRUFFA tim funny tv) oppure “Un servizio a pagamento non richiesto” (clicca qui)

Anche oggi, utilizzando un telefonino smartphone per prenotare un posto al Cinema, tramite il sito internet della MULTISALA KING di Lonato (Bs), si aperta5 Euro una veloce schermata e, nella fretta di prenotare il posto, la TIM ha addebitato 5 €uro.  Come mai?

 Dopo un breve giro su google, ho scoperto l’ennesima truffa.

ATTENZIONE dunque se vi dovesse arrivare  un sms dal numero: 486.86.84 che corrisponde al servizio a pagamento di FUNNY TV  che è una società che fornisce, tra l’altro, i servizi in abbonamento Funny e Funny Tv tramite i gestori H3G, Tim, Vodafone…

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Disdire sky con la PEC

Recentemente ho avuto la necessità di disdire il servizio Sky, in quanto non lo utilizzo praticamente più.

Il modo più veloce è cercare su un motore di ricerca il testo disdetta sky:

http://lmgtfy.com/?q=disdetta+sky

Oggi Google mi dice che le informazioni sulla disdetta sono reperibili all’indirizzo https://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta.html

Però sul sito di Sky, http://www.sky.it/, esiste la possibilità di registrarsi ed accedere a tutti i servizi on line, creando uno Sky ID. Una volta effettuata la registrazione, si può accedere all’Area clienti.

Una volta acceduto all’Area clienti, può risultare difficile però individuare l’opzione per disdire l’abbonamento a Sky.

Nell’Area clienti il link alle informazioni di disdetta è riportato nei link nella parte bassa della pagina:

skypec1

skypec4

Qui c’è un modulo da compilare per farsi ricontattare da un operatore che chiederà i motivi della disdetta.

skypec2

In una precedente versione di questo articolo, avevo impropriamente indicato come termine entro il quale inviare una richiesta di disdetta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a Sky 60 giorni prima della naturale scadenza del contratto. In realtà come ha fatto notare Giacomo in un commento a questo post, leggendo gli atricoli del contratto 11.1 e 11.2, che riporto:

11.1: Il presente Contratto avrà durata di un anno, salvo una diversa durata espressamente prevista da offerte e/o promozioni a cui l’Abbonato ha spontaneamente aderito, decorrente dalla data di attivazione del Servizio e si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno salvo disdetta da inviare a Sky mediante comunicazione scritta, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, con un preavviso di almeno 30 (trenta) giorni rispetto alla scadenza al seguente indirizzo: Sky Italia S.r.l. Casella Postale 13057 – 20141 Milano (…)
11.2: Qualora l’Abbonato si avvalga della facoltà di recesso di cui al precedente art. 11.1, la sua comunicazione dovrà pervenire entro la fine del mese e il recesso sarà efficace alla fine del mese successivo. Diversamente nel caso in cui il recesso venga comunicato nel corso del mese, il Servizio rimarrà attivo e fruibile fino alla fine del mese successivo a quello in cui è avvenuta la comunicazione e Sky fatturerà l’importo dei canoni per l’intero mese. In ogni caso l’Abbonato sarà comunque tenuto a corrispondere a Sky gli importi dovuti per la fornitura del Servizio fino alla data di efficacia del recesso.
In relazione al momento di efficacia del recesso troverà applicazione rispettivamente quanto previsto agli artt. 5.7bis, 5.6 ter, 5.3quater, 11bis e 11ter.

Il termine corretto entro il quale Sky deve ricevere la richiesta di disdetta (ATTENZIONE: non la data in cui la richiesta deve essere spedita) è di 30 giorni.

Accedendo direttamente al modulo di disdetta, reperibile all’indirizzo http://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta-modulo-scadenza-contratto.html, è possibile compilare on-line e stampare la documentazione necessaria da spedire a Sky per la disdetta.

skypec3

Nel modulo viene indicata la modalità di invio della disdetta:

Il presente modulo firmato dovrà essere inviato per raccomandata A.R. a:
SKY CASELLA POSTALE 13057 – 20141 MILANO

Non viene fatto cenno della possibilità di utilizzare la PEC.

Ho voluto lo stesso provare questo metodo forte di alcune considerazioni, che semplificando, elenco di seguito:

  • La legge equipara la PEC alla raccomandata, quindi sembra che non sia possibile impugnare l’uso della PEC come non corretto;
  • Tutti i soggetti con partita IVA devono avere la PEC, quindi anche Sky… E l’ho dovuta fare anche io!

Quindi si è posto un altro problema: trovare l’indirizzo PEC di Sky.

Ebbene, cercando un po’ l’ho trovato: SKYITALIA@PEC.SKYTV.IT

Quindi ho composto una mail dal mio account PEC con il seguente contenuto:

Il sottoscritto Nome Cognome 
Codice fiscale XXXYYY99Z99W999W
Codice cliente: 123456
Residente a Città (PROV) in via Indirizzo n. 00
In ottemperanza del preavviso di almeno trenta giorni rispetto alla scadenza annuale del contratto
COMUNICA
di non essere interessato al rinnovo del contratto per ulteriori dodici mesi e di voler, a tal fine, dare disdetta allo stesso, ai sensi dell'art. 11.1 delle condizioni generali di abbonamento.
Allego scansione, stampata e firmata, del modulo di disdetta disponibile sul vs. sito all'indirizzo http://www.sky.it/area-clienti/info-disdetta-modulo-scadenza-contratto.html.
Cordiali saluti,
Nome Cognome
cell. xxxxxxxxxxx
PEC: mioindirizzo@pec

Per sicurezza ho allegato anche la stampata, firmata e scansionata del modulo di disdetta compilato on-line.

Ebbene, un paio di giorni dopo aver spedito la PEC, sul decoder mi è arrivato il messaggio di corretta ricezione e presa in carico della richiesta di disdetta.

Quindi direi che funziona.

Ulteriori link che trattano l’argomento:

Spero vi sia utile per risparmiare qualche Euro in spese postali!!

LE 7 TIPICHE ABITUDINI DELLE PERSONE INFELICI

La ForzaDellaNatura's Blog

unhappy“Basta poco per rendere felice una vita; è tutto dentro di te, nel tuo modo di pensare.”– Marco Aurelio

Le circostanze esterne possono certamente rendere la nostra vita complicata. Ma un ruolo estremamente importante – spesso decisivo – nel costante tentativo di essere felici è svolto

  • dal nostro pensiero,
  • dai nostri comportamenti
  • dalle nostre abitudini.

Se sulle circostanze esterne spesso non abbiamo il potere di incidere perché al di fuori della nostra sfera di influenza, il nostro atteggiamento e le nostre abitudini sono invece elementi sui quali abbiamo la possibilità di esercitare un controllo totale.

Ecco degli esempi di alcune delle abitudini quotidiane più distruttive che le persone infelici si creano da sole e che contribuiscono a minare in modo decisivo la loro felicità.

1. Temono il giudizio degli altri.

Molte persone hanno una preoccupazione costante nei confronti delle opinioni e dei giudizi degli altri al punto che, pur…

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Eliminare il calcio

English: Country : Italy Region : Lombardy Pro...
English: Country : Italy Region : Lombardy Province : Bergamo (BG) Français : Pays : Italie Région : Lombardie Province : Bergame (Photo credit: Wikipedia)

Stasera tornavo da una bella festa di compleanno in stile sudamericano… Bella festa.

Percorrevamo tranquilli le vie del centro di Bergamo, quando due o tre moto della Polizia Municipale a sirene spiegate ci hanno fatto spaventare… Si sono piazzate in mezzo all’incrocio del piazzale della Malpensata e hanno bloccato il traffico in tutte le direzioni.

I bambini si chiedevano un po’ spaventati cosa fosse successo. Anche io ed Elena siamo rimasti un po’ in allerta.

Il primo pensiero che ho fatto è stato che stesse passando qualche personalità con la scorta. Poi ho pensato: “No chi rischia la vita per lavorare non ha una scorta così imponente. Di solito sta in una sola auto blindata con il lampeggiante… Un portavalori ha un’auto davanti e una dietro… è qualcosa di più IMPORTANTE….”.

Poi tre auto della polizia che precedevano un autobus dell’ATB… e dietro altre auto della polizia e altre moto della polizia municipale. Non so quante in tutto; non le ho contate…

Sul pullman quelli IMPORTANTI: un gruppetto di bellicosi, bevuti, con sguardi feroci verso gli automobilisti di questa città nemica, che osano incrociare il loro IMPORTANTE percorso verso la imminente IMPORTANTE battaglia. Saranno stati una cinquantina. Non ho idea se ogni 50 idioti ci debbano essere 20 o 30 lavoratori forzati, pagati anche da me con straordinari domenicali a far da scorta…

Mi son fermato a pensare al perché ero lì fermo davanti al semaforo verde… E mi sono letteralmente cadute le palle.

Ma perché dobbiamo ancora andare avanti a sostenere questo assurdo, inutile e falso baraccone del calcio professionistico?

Tutti impazziscono per vedere 22 strapagati atleti, che di sportivo non hanno più nulla. Ma che roba è?

Uno sport dove vince chi paga di più, chi imbroglia di più, chi frega l’arbitro, chi si droga di più senza farsi beccare, chi corrompe arbitri, giudici, federazione, medici… Non è uno sport: ciò che è rimasto del calcio è uguale a ciò che è rimasto della politica, dello spettacolo e di tutti gli altri aspetti “popolari” di questo paese stordito e cioè la faziosità, la voglia di esser migliori senza far fatica, di prevaricare, il campanilismo senza ragione, senza obiettività, senza logica, senza giustizia, senza passione e senza cuore.

Uno sport che insegna ai bambini che l’arbitro è il nemico da imbrogliare, che se ti toccano in area ti devi buttare giù. Che l’avversario è il nemico a cui spaccare le gambe, però senza farsi vedere perché sei ti fai beccare sei un coglione. Che insegna ai ragazzi che devono diventare dei campioni. Che provoca frequentissime risse tra i genitori sugli spalti delle partite di ogni paese.

Uno sport dove non si metterà la prova televisiva altrimenti si smetterebbe di litigare e se ne andrebbe tutto il divertimento; dove non si metterà mai il tempo effettivo, altrimenti non si potrà più fare la divertentissima e sportivissima melina.

Questo fantastico sport che ci da una scusa per tirar fuori il peggio di noi, per urlare, bestemmiare, per star male o per sentirsi migliori degli altri a seconda del risultato (finto) e litigare il lunedì, per sfottersi il giovedì dopo la coppa, per fare il tifo contro in Europa, in Giappone, al mondiale!! Troppo una figata!! Lo sport più bello del mondo!!

Atalanta B.C.
Atalanta B.C. (Photo credit: Wikipedia)

Mi ricordo che seguivo “A tempo di sport” di Gigi Garanzini su Radio24… Mi piaceva Garanzini, ma ogni tanto se ne usciva con cose tipo che in un’ora bisognava parlare solo di Inter, Milan, e Juventus, perché le altre, obiettivamente non servivano a nulla. Perché interessarsi che ne sò… dell’Atalanta? L’Atalanta è uno riempitivo; serve a far riposare la Juve tra la partita dell’Inter e quella del Milan. Poi qualcuno si azzardava a dire che eravamo campioni del mondo di qualche altro sport, che è ancora uno sport… E lui diceva, che “Sì, bello… Ma chi se ne importa…”.

Ascolto sempre Radio24, ma dalle 14.00 alle 15.00 cambio canale… Anche oggi che c’è Carlo Genta… Non ce la faccio.

Ma anche il calcio violento è nella nostra cultura e ci ha fatto divertire: Eccezziunale…… veramente!, L’allenatore nel pallone, Il tifoso, l’arbitro e il calciatore solo per fare qualche esempio… Nella commedia all’italiana anni ’70 la rissa allo stadio era argomento da ridere; ci ho riso anch’io sul Derby Roma – Lazio di  Pippo Franco.

Lo scontro verbale, lo sfottò, le recriminazioni storiche, le accuse secolari… Sono il sale di questa baracconata. Ma qualcuno poi non si ferma… Qualcuno non si trattiene.. E mena. E quando qualcuno mena, ogni tanto ci scappa che qualcuno si fa male… Divertente no? E’ questo il sale… È questo lo sport…

Ma qualcuno si è mai preso la briga di contare i MORTI del calcio? I MORTI cazzo… mica quelli che han perso la partita.

Guardate qui:

Forex Money for Exchange in Currency Bank
Forex Money for Exchange in Currency Bank (Photo credit: epSos.de)

E in più, per tutto questo, io pago…

Pago la polizia per fermarmi al verde, altrimenti questi stupidi senza cervello distruggono la mia città, che poi dovrei ripagare ancora io. Quegli stupidi senza cervello e senza ideali, che vivono della favoletta che lo show business ogni anno crea a tavolino per loro.

Pago la pubblicità enorme che questo stolido mondo riesce a muovere per pagare in modo assurdo, smisurato e iniquo persone senza alcuna qualità che sia minimamente utile per l’umanità. 22 inutili mutandoni che in una domenica sono pagati come 22.000 utili ricercatori in un anno.

E più pago e meno vedo! Non vedo più lo sport vero! 100 canali di calcio ogni uno con tutti gli altri sport…. Tutti criptati così bisogna pagare, visto che l’ingaggio dei mutandoni è così oneroso.

Ma perché i vari presidenti, i vari Moratti, Galliani, De Laurentiis non se li giocano a PES i soldi che buttano nel cesso e non smettono di farli pagare a noi e di romperci le palle? Ma perché nessuno si oppone a questa palese assurdità?

Giacca e cravatta

English: Alessandro Volta with tie. Italiano: ...
English: Alessandro Volta with tie. Italiano: Alessandro Volta in cravatta. (Photo credit: Wikipedia)

Frequento spesso per lavoro ambienti frequentati da persone in giacca e cravatta: i vecchi colletti bianchi.

Mi son fatto da tempo un’opinione su questo aspetto del ménage lavorativo.

Ho incontrato diverse opinioni, espresse più o meno apertamente, di cui riporto il senso che ne ho colto:

  • Chi non porta la giacca e la cravatta è irrispettoso nei confronti degli altri

  • La giacca e la cravatta in certi ambienti, come quello bancario, di rappresentanza, il management, eccetera, sono d’obbligo

Per quanto riguarda il primo aspetto, devo dire che, lavorativamente parlando, le persone più maleducate, arroganti e irrispettose che ho incontrato, avevano proprio la giacca e la cravatta. Quindi non me la sento proprio di appoggiare questa opinione.

Per quanto riguarda il secondo, l’abbigliamento d’obbligo ha l’effetto di appiattire, di uniformare; estremizzando diventa appunto un’uniforme.

L’uniforme è il tipo di abbigliamento che sottolinea la poca importanza del singolo individuo, contrapposta all’obbedienza acritica alle regole, alla prevalenza delle logiche di gruppo. All’idea del formicaio.

Quando guardo le immagini di alcuni ambienti frequentati da questi business men in uniforme, quello che mi viene in mente è proprio il formicaio.

Sempre per questo secondo aspetto, trovo anche un retaggio sessista in questa abitudine. La divisa vale per i maschi. Le donne possono esprimere la loro libertà.

E poi, diciamoci la verità, non è comodo per tutti avere la cravatta; da fastidio a tavola, ciondola sempre davanti come un guinzaglio.

E nemmeno la giacca è poi tanto comoda: fa stare troppo caldi, si stropiccia facilmente, è difficile da lavare. Può essere comoda intanto che si è in piedi, che ci si sposta da un ufficio ad un altro.

E poi a che pro abbassare la temperatura dell’impianto di condizionamento pur di non togliere la giacca e di non slacciare il primo bottone della camicia? Non è meglio una bella polo, ordinata, pulita e ben stirata e con le maniche corte?

I giornalisti, categoria che ultimamente non apprezzo più di tanto, sottolineano con disprezzo le canottiere estive dei politici, le bandane, le mise comode dei VIP vacanzieri; ma perché?

Meglio un uomo in bermuda al mare che un ladro incravattato in parlamento.

Meglio cellulite e capelli spettinati in spiaggia che una cinica opportunista in tailleur con incarichi istituzionali.

La giacca e la cravatta, quando non indossate per scelta, nascondono il cuore dell’individuo che le indossa.

Per estensione di questo concetto, è mia opinione che la moda non distingua, ma uniformi. La persona modaiola non è libera, ma schiava perché non può più scegliere cosa indossare.

Io preferisco la libertà e a volte, quando mi va, metto pure la giacca e la cravatta!!

=> Approfondimento in proposito: Dress for Success